Se la Komplete Kontrol di Native Instrument non opera nella modalità Control come risolvere

Tra i tanti controller MIDI disponibili sul mercato di certo la Komplete Kontrol è uno dei prodotti più interessanti anche se di costo superiore rispetto a quelli offerti dalle altre aziende. Il suo sistema di interfacciamento immediato con i virtual (non solo di NI) che vengono riconosciuti dalla app lo rendono uno strumento davvero unico. In alcuni casi però l’istallazione e la configurazione possono risultare non funzionanti. Tutto è riportato e spiegato bene nei forum tecnici di Native Instruments ma c’è un caso particolare che non è facile da ritrovare nell’infinità dei vari post.Per prima cosa ricordate di verificare se il firmware dello strumento è aggiornato all’ultima versione: per fare questo basta andare nella sezione Drivers and Update del sito di NI e scaricare il file che verifica il tutto.

Lanciando la app la tastiera in alcuni casi non viene riconosciuta come modalità Kontrol ma rimane nella modalità Midi anche se la tastiera viene vista dal sistema.

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Lezioni di Cubase – 72 (routing audio 16)

Il compressore è un effetto che viene utilizzato per intervenire sulla gestione e controllo della dinamica attraverso l’utilizzo dei parametri di cui è dotato. E’ noto che la dinamica di un segnale audio definisce l’ampiezza della variazione del suo volume ovvero la differenza che esiste tra il massimo ed il minimo livello di segnale in uscita: ad esempio se il valore minimo di ampiezza del segnale audio fosse di -50 dB ed il massimo di -10 dB avremmo una differenza (e quindi una dinamica) di 40 dB. Utilizzando un compressore sarà ad esempio possibile diminuire il valore del picco massimo a -20 dB riducendo quindi l’intervallo di dinamica. Tutto ciò renderebbe possibile aumentare il volume della traccia in modo tale da poter ascoltare anche parti del segnale meno intellegibili (che presentano un livello più basso) per via dell’eccessiva escursione di dinamica.

Il parametro threshold (soglia indicata nello Standard Compressor con la manopola azzurra Thres) esprime in dB il livello del segnale che determina l’intervento del compressore. Impostando ad esempio il valore -18 dB il compressore iniziaerà ad intervenire solamente se il segnale al suo ingresso supererà questo valore. L’intervallo di valori disponibili per la threshold nello Standard Compressor è pari a -60 dB – 0dB.

Il parametro ratio (rapporto di compressione indicato nello Standard Compressor con la manopola Rat) consente di stabilire la quantità di compressione da applicare a quella parte del segnale che supera la soglia precedentemente impostata. La ratio viene rappresentata attraverso un rapporto (2:1, 3:1, 4:1, ecc.) che indica il parametro di attenuazione. Ad esempio se impostiamo il valore 2:1 sul segnale che supererà la threshold il compressore ridurrà ad 1/2 il superamento di tale soglia. Se si aumenterà di molto il valore della ratio il compressore inizierà a comportarsi come se fosse un limiter riducendo talmente tanto la dinamica fino a togliere la possibilità a qualunque picco di segnale in ingresso di superare il valore di threshold. Il valore di Ratio impostabile nello Standard Compressor va dal valore 1:1 (praticamente assenza di compressione) fino a 8:1.

Il parametro Attack (indicato nello Standard Compressor con una manopola rossa chiamata Att) esprime in millisecondi il tempo di intervento del compressore dal momento in cui un segnale viene ricevuto in ingresso. Un valore piccolo di attack causerà un intervento molto veloce del compressore.

Il parametro Release (indicato nello Standard Compressor con la manopola azzurra chiamata Rel), espresso anch’esso in millisecondi, stabilisce dopo quanto tempo debba cessare l’intervento del compressore dopo che il segnale è sceso al disotto del valore di threshold. Occorre fare attenzione quando si imposta un valore alto di questo parametro in quanto potrebbe indurre il compressore ad estendere la compressione anche a segnali che si trovano al di sotto della soglia impostata a causa dell’eccessivo tempo che si determina tra l’inizio e la fine del suo intervento. Il compressore può essere di grande aiuto nella fase di missaggio. Quando viene applicato a chitarra, batteria, basso oltre alla dinamica può dare allo strumento maggiore presenza ed anche una modifica timbrica; applicando la compressione ad una chitarra con molta saturazione si otterrà una maggiore presenza sulle frequenze medie ed un suono globalmente più compatto ed incisivo. Una batteria ben registrata e ben compressa avrà un suono più definito ed aggressivo. Un basso elettrico, con la dovuta percentuale di compressione, risulterà più netto e con maggiore attacco. Per quanto riguarda l’applicazione della compressione sulla voce, dobbiamo tenere presente che è uno strumento estremamente ricco di dinamica che non può di certo essere schiacciato da un’eccessiva compressione quindi l’utilizzo del compressore deve essere effettuato con discrezione.

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Lezioni di Sibelius 7 – 31 (gli strumenti traspositori)

Nelle partiture spesso si incontrano i cosidetti strumenti traspositori che producono note reali diverse da quelle scritte sulla partitura. Questa “complicazione” ha motivazioni storiche ed organologiche che esulano dagli obiettivi di questa pubblicazione. Il lettore curioso potrà comunque trovare tutte le informazioni anche su internet utilizzando un normalissimo motore di ricerca. Ad esempio può leggere il contenuto del seguente link: strumento traspositore. Consideriamo il seguente esempio musicale (che il lettore può rapidamente realizzare) nel quale sono presenti un rigo di flauto e uno di clarinetto in Sib, strumento traspositore.

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Lezioni di Sibelius 7 – 30 (la trasposizione, parte 2)

La trasposizione in tonalità con doppi diesis o bemolli

Cosa succede se la trasposizione modificherebbe la tonalità di partenza in una con doppi diesis o doppi bemolli? La tonalità dell’esempio in figura è quella di Do # maggiore.

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Ora innalziamo ancora di un tono la tonalità, come mostrato nella figura successiva.

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La tonalità finale dovrebbe essere quella di Re # maggiore che presenta 5 diesis e 2 doppi diesis (fa, do).

Cliccando su OK l’esempio effettivamente mostra le note con i diesis e doppi diesis ma l’indicazione di tonalità in chiave in realtà è stata trasportata sulla scala omofona di Re# maggiore che corrisponde a quella di Mib maggiore.

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Lezioni di Sibelius 7 – 29 (la trasposizione, parte 1)

La trasposizione delle note

L’operazione di trasposizione consente di modificare la tonalità di una parte musicale o di modificare le altezze delle note costituenti un passaggio musicale. Sostanzialmente in Sibelius (ma in generale) possiamo effettuare due tipologie di trasposizione: quella diatonica e quella cromatica. La differenza tra le due è illustrata nella figura seguente.

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Nella sostanza le relazioni armoniche tra le varie note si mantengono inalterate solamente nel caso della trasposizione cromatica mentre in quella diatonica mantengono le alterazioni della tonalità di partenza.

Per effettuare le due trasposizioni ovviamente si utilizzano due procedure differenti. Consideriamo la seguente immagine che mostra un piccolo esempio musicale costituito da cinque misure che potete scrivere molto rapidamente.

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Lezioni di Sibelius 7 – 28 (altre caratteristiche del playback)

Altre caratteristiche del playback

Quando inserite delle note in partitura o quando ne modificate le altezze, Sibelius vi consente di ascoltarne il suono. Se non gradite questa possibilità potete disattivarla modificando i valori dei parametri che compaiono nella sezione Inserimento nota delle Preferenze.

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Non è raro il caso che, durante il playback alcune note rimangano “accese”. A volte questo problema dipende da un inserimento sbagliato delle legature ovvero quando inseriamo delle legature di valore su note che poi terminano su un’altezza diversa. Per eliminare quest’ultimo problema si può utilizzare un plug-in di Sibelius chiamato Rimuovi legature sospese che si trova nel gruppo Plug-ins del nastro Inserimento Nota.

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Lezioni di Cubase – 71 (routing audio 15)

il rack Channel Strip (il Noise Gate)

In uscita dai primi sei slot degli Insert il segnale audio passa per il rack Channel Strip. E’ una delle tante novità del nuovo mixer di Cubase attivo dalla versione 7. Consente di attivare dei plug-in specifici integrati per ogni singolo canale audio e di decidere la loro posizione di routing rispetto all’equalizzatore, evidenziato da uno slot di colore verde.

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Nell’immagine possiamo vedere che i plug-in Gate e Comp sono pre EQ mentre Trans, Sat e Limit sono post EQ.

Questi plug-in integrati hanno meno parametri rispetto ad effetti equivalenti che si possono inserire nei vari slot di insert. Vediamo di capire come funzionano questi plug-in. Suggerisco di utilizzare in modalità solo una traccia relativa alla cassa di batteria. Ascoltate la traccia, noterete che oltre alla cassa si sentono in sottofondo anche altri suoni della batteria in quanto rientrano nel microfono utilizzato per registrarla. Una volta che attiviamo un plug-in della lista (passando il mouse sul suo lato sinistro e cliccando sul pulsante di attivazione che compare) questo diventa colorato.

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