Creare un laboratorio di informatica musicale – parte 1

Per svolgere un’azione formativa professionale o semplicemente conoscitiva nel settore dell’innovazione tecnologica in ambito sonoro e musicale non si può prescindere dall’utilizzo stesso della tecnologia. Eppure ancora molte istituzioni (per lo più pubbliche) non forniscono il supporto logistico necessario contando esclusivamente sulla passione e disponibilità del docente che il più delle volte (e il sottoscritto ne è testimone) porterà le proprie attrezzature. Pensate di fare un corso di fotografia senza però poter utilizzare la macchinetta, o un corso di vela compiuto esclusivamente in aula; sicuramente perdereste il vostro tempo e gli allievi i loro soldi. La stessa cosa si può dire per corsi di informatica musicale: si devono avere le tecnologie a disposizione. Molte scuole pubbliche e private hanno realizzato dei laboratori di informatica musicale che in alcuni casi (vedasi il Liceo A. Rosmini di Trento) sono una vera manna sia per gli allievi che per i docenti. Da una recente indagine svolta dal Ministero dell’Istruzione sembrerebbe tuttavia che sono oltre mille le scuole pubbliche italiane dotate di tecnologia musicale. Ma quali sono le caratteristiche di un laboratorio, di quanta e quale tecnologia deve dotarsi? La risposta potrebbe essere semplice ma provate a girare la richiesta ad un dirigente scolastico che deve fare i conti con la burocrazia e le esigue risorse economiche a disposizione. Nella maggior parte dei casi occorrerà essere abili a trovare le soluzioni più economiche e anche più durature possibili. Vediamo di fare qualche ragionamento insieme.

Per prima cosa occorre iniziare dalla progettazione. Queste sono alcune considerazioni preliminari che è bene tenere a mente:

  1. la tecnologia è uno strumento didattico, oltre ad esserlo per ciò che concerne la produzione. E’ lo strumento attraverso il quale il docente potrà trasmettere le conoscenze e l’allievo acquisire le abilità e le competenze. Pertanto la dotazione tecnica di un laboratorio dipenderà principalmente dall’offerta didattica: più sarà ampia e diversificata, maggiore sarà la diversità dei mezzi informatici di cui si avrà necessità;
  2. la tecnologia deve avere una funzione multidisciplinare e possibilmente non deve essere di tipo mono didattica. Per esempio un sequencer può essere utilizzato in molti ambiti di informatica musicale mentre un particolare plug-in sicuramente ha un campo di azione più limitato (ma non per questo può essere considerato superfluo). E’ preferibile evitare di acquistare mezzi che si utilizzano raramente o solamente in alcune occasioni e preferire invece quelli che consentano di garantire un’azione formativa continua e diversificata;
  3. la tecnologia deve essere di semplice utilizzo pur conservando una complessità nelle varie funzioni. Esistono ad esempio software che, a parità di funzioni, hanno interfacce utenti più semplici di altri. Questo è importante perchè semplificherà la pedagogia e faciliterà l’apprendimento soprattutto per quegli allievi che dimostreranno di avere particolari difficoltà. Si può apprendere un concetto meglio attraverso una tecnologia semplice per poi applicarlo su una più complessa piuttosto che il contrario (è un pò come imparare a portare una barca a vela: i concetti primari si possono imparare veleggiando su piccole imbarcazioni per poi affinare la tecnica su quelle più competitive);
  4. poichè la tecnologia è un diritto di tutti e non una prerogativa di pochi eletti, occorre predisporre un laboratorio in grado di poter essere utilizzato da un numero di allievi e di classi il più ampio possibile e pertanto occorre tenere in considerazione le esigenze delle classi dei primi anni così come quelle degli ultimi in modo da garantire all’allievo una crescita formativa distribuita su un arco di tempo ampio. E’ errato considerare il fatto che le generazioni più piccole non sono in grado di poter compiere lavori e progetti che implicano mezzi informatici musicali (non dimentichiamo mai che in casa le persone più scaltre con la tecnologia sono proprio i più piccoli);
  5. la tecnologia, per essere efficiente e perdurare nel tempo, necessita di una continua manutenzione e un costante aggiornamento. Spesso ho visto laboratori molto complessi che in realtà rendevano un decimo della loro potenzialità in quanto una volta installate le attrezzature queste sono rimaste al loro destino (preda dell’entropia);
  6. il laboratorio deve essere in grado di produrre il materiale didattico necessario allo svolgimento delle lezioni e delle esercitazioni e può essere un utile strumento a disposizione della scuola per creare delle piccole produzioni. La scuola stessa dovrebbe cercare di favorire delle collaborazioni professionali, con realtà esterne, per ampliare la qualità dell’offerta didattica;
  7. per la progettazione sarebbe il caso di affidarsi ad un professionista (il più delle volte esterno all’istituto) in grado di consigliare il rapporto migliore tra qualità e prezzo. Non è vero che i distributori o i venditori pensano solamente al venduto ma anzi sono spesso gli unici a consentire alla scuola di ottimizzare il budget disponibile.

Il budget a disposizione consentirà di stabilire il numero delle postazioni presenti nel laboratorio. Sarebbe meglio sacrificare la complessità della postazione a favore di un numero maggiore delle stesse ma è pur vero che comprare computer privi dei controller e dei software necessari non ha molto senso. Bisognerebbe poi prevedere sempre di lasciare una parte del budget a sostegno delle estensioni delle garanzie o degli interventi di manutenzione, che se non compiuti periodicamente possono creare seri problemi allo svolgimento delle attività di laboratorio.

Bene, a questo punto cominciamo dal cuore del sistema ovvero dal computer parlando sui generis, rimandando la discussione tecnica in un altro articolo. Sebbene molti ritengano che la grafica sia il settore che impegna più risorse alla cpu in realtà è proprio l’elaborazione sonora quella più esosa. Il computer dovrà avere molta RAM a disposizione (che in più dovrà essere di accesso veloce) come anche HD di capacità ampia ed accesso veloce (almeno 7200). Prendere un mac o un pc? La risposta non è semplice perchè dipende da molti fattori:

  • il laboratorio è di uso esclusivo dell’informatica musicale (situazione ideale) oppure può essere utilizzato anche da altre discipline didattiche? In questo caso occorre analizzare se i software che si andranno ad utilizzare sono multi piattaforma oppure prediligono un sistema operativo. Sebbene il sistema apple offre un’ampia gamma di software, ancora esistono strumenti informatici che necessitano di Windows e pertanto nel caso si punti a computer apple occorrerà installare anche il sistema operativo Windows (ci sono diverse soluzioni) e quindi sarà opportuno prevedere più RAM;
  • le due piattaforme hanno prestazioni molto simili: praticamente tutto quello che potete fare su un apple è possibile farlo anche su un pc. Alcuni pc possono poi ospitare anche MacOsX e pertanto è possibile poi utilizzare i software che sono di uso esclusivo dei sistemi apple (Logic, Final Cut).
  • le differenze di prezzo tra un computer apple ed uno pc non sono più come una volta ma ancora sono significative. Sicuramente è possibile realizzare macchine pc che costano anche la metà di una macchina apple però di contro la manutenzione da compiere per tenere il pc sempre pulito ed efficiente è più onerosa rispetto ad un apple quindi, quello che si andrebbe a risparmiare potrebbe poi perdersi in queste operazioni se all’interno dell’istituzione scolastica non sono presenti le risorse umane in grado di compiere questi tipi di lavori. Apple ancora privilegia una politica poco economica per tutto ciò che costituisce gli accessori (HD esterni, riduttori, mouse, ecc. ecc.);
  • Se si sceglie di privilegiare la piattaforma apple tenete conto che in linea di massima sono sistemi che richiedono maggior attenzione e delicatezza nel maneggiarli e pertanto occorrerà un monitoraggio costante sulle attività degli allievi e sul loro modo di prestare attenzione a strumenti che non gli appartengono.

Sarebbe opportuno poi prevedere dischi di backup, sui quali vengono create le immagini dei dischi principali in modo tale che qualora ci fossero problemi tecnici tutto possa essere rivitalizzato celermente. Gli HD esterni variano in costi, dimensioni, sistemi di comunicazione con l’unità centrale. E’ importante conservarli in luoghi sicuri (armadietti la cui chiave è gestita da una sola persona), protetti dalla polvere, dagli sbalzi di temperatura, e dall’eccesso di umidità. I dischi interni necessari dovrebbero essere almeno due: sul primo il sistema operativo e gli applicativi, sul secondo (di capacità più ampia) i progetti e le librerie sonore. L’esperienza insegna che l’accesso utente su queste macchine è di 3 livelli: amministratore (responsabile tecnico del laboratorio), docente, allievo. I gradi di libertà vengono controllati dall’amministratore che abilmente disattiverà alcune funzioni dal profilo degli allievi per evitare disastri accidentali. Poichè ci sarà un continuo scambio di materiale tramite chiavette USB di memorizzazione, è importante dotare i sistemi informatici di un buon antivirus (se avete un sistema pc) evitando possibilmente quelli gratuiti ma stando attenti a sceglierne uno non troppo invasivo. Periodicamente chi gestisce le “sorti” del laboratorio dovrebbe fare manutenzione e pulizia sulle macchine rimuovendo quei file che non sono di utilità e che sono stati creati durante le esercitazioni. Sulle macchine pc occorrerebbe effettuare manutenzioni straordinarie di deframmentazione, pulizia del registro e rimozione dei file obsoleti di sistema che nell’insieme contribuiscono a rallentare notevolmente le prestazioni della macchina; inoltre è sempre bene monitorare il numero delle applicazioni che vengono eseguite in contemporanea dal sistema operativo onda evitare uno spreco sia di ram utilizzata che di risorse allocate sulla cpu.

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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2 risposte a Creare un laboratorio di informatica musicale – parte 1

  1. Michele Galvagno ha detto:

    Ottimo articolo!
    Come Antivirus PC, mi permetterei di consigliare il NOD32, in quando non è assolutamente invasivo ed è tra i più efficaci (se non il più efficace …)

    Parlando direttamente col supporto Apple riguardo ad un mio problema, mi è stato caldamente consigliato di evitare ogni tipo di applicativo di terze parti e di imparare a pulire il computer da solo. Non è per niente difficile e, soprattutto, ha riportato la mia macchina vecchia di 3 anni e strausata a viaggiare come un fuscello!
    Inoltre il sistema MAC consente una gestione molto più semplice dei livelli di utenza. Consiglio la rivista Applicando di Marzo 2012 per l’articolo riguardo proprio a questo argomento.

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