Creare un laboratorio di informatica musicale – parte 2

La tecnologia costituente una postazione per gli allievi si compone di:

1. Elementi hardware di elaborazione: computer, HD esterno, stampante di sistema condivisa, scanner di sistema condiviso;

2. Elementi hardware di I/O: scheda audio, interfaccia MIDI, tastiera MIDI con funzioni anche di controller, cuffie, microfono, coppia di monitor acustici condivisi;

3. Elementi software: sequencer, virtual instrument e plug-in, editor notazionale, librerie sonore.

La postazione docente dovrebbe avere in più: videoproiezione, mixer audio, sistema di monitor audio.

Non è sempre semplice poter realizzare un laboratorio così costituito perchè necessita di un investimento economico che la scuola italiana spesso non ha a disposizione (visti anche i tagli economici). Però c’è anche da dire che spesso si riesce a fare molto anche con versioni software ed hardware dedicato dai costi più contenuti o in alcuni casi gratuiti.

E’ evidente (però e purtroppo non a tutti) che l’obiettivo didattico principale non è quello di esaltare una particolare tecnologia dando l’impressione che senza di quella non si possano realizzare prodotti e progetti, bensì quello di far acquisire ad un allievo conoscenze, abilità e competenze per essere in grado di elaborare creativamente, in maniera individuale o all’interno di un gruppo, un processo di produzione tecnologico. Vediamo quindi di capire come impostare un allestimento di un laboratorio di tipo low cost ma dall’alto potenziale produttivo ed educazionale. Per ipotesi supponiamo che la scuola sia dotata di 10 postazioni informatiche.

Cominciamo con il capire che tipo di allestimento tecnico dotarsi iniziando dalla scheda audio. E’ l’elemento forse più importante del sistema in quanto consente l’acquisizione numerica (attraverso il convertitore analogico digitale) dei segnali audio elettrici provenienti ad esempio dalla trasduzione microfonica o da un segnale di linea fornito da un sintetizzatore. Le caratteristiche che deve possedere una scheda audio per essere utilizzate in un laboratorio di informatica musicale sono:

1. possedere almeno due ingressi (microfono, linea) e due uscite;

2. avere una o meglio due uscite cuffia (in quanto è impensabile che le postazioni siano dotate di monitor che suonano tutti quanti insieme);

3. avere una connessione con il computer almeno di tipo USB (che ne rende pratica la gestione e la portatilità della scheda);

4. avere dei driver stabili sia per piattaforma PC che Apple.

5. anche se non necessaria, l’interfaccia MIDI sarebbe gradita.

6. essere particolarmente economica.

Questi requisiti sono soddisfatti particolarmente dalle schede audio delle marche ESI (scheda UGM96) e PRESONUS (audiobox USB) che a mio avviso offrono il miglior rapporto qualità/prezzo ad un costo che oscilla tra 80 e 150 euro.

La seconda questione riguarda il controller MIDI con il quale inserire le note MIDI ed eventualmente avere la possibilità di controllare dei parametri di qualche funzione musicale attraverso l’utilizzo di manopole e fader. Le soluzioni sono moltissime dalle più semplici e poco costose (ESI) a quelle più evolute (Novation).

I monitor acustici devono essere possibilmente di tipo attivo, ovvero con l’amplificazione inclusa; meglio se offrono una buona risposta in frequenza, una buona solidità ed una facilità nei servizi di assistenza tecnica in caso di danni o malfunzionamenti. Sarebbe il caso di dotare il laboratorio di due coppie di monitor: una fissa sulla postazione docente ed una portatile da collegare secondo le esigenze varie ad una delle postazioni degli allievi. I monitor con il cono da 5 sono più che sufficienti. Anche qui esistono molte soluzioni economiche in commercio (KRK, ESI, ma le marche sono moltissime).

Per ciò che concerne la registrazione audio, la linea di microfoni sEha un programma educational che consente di applicare un 15% di sconto rispetto al listino. A mio avviso la dotazione minima dei microfoni dovrebbe essere costituita almeno da uno o meglio due condensatori a capsula larga (come ad esempio il modello sE X1) e da una coppia dinamica stereofonica (come ad esempio il modello sE1a coppia stereo).  Poichè gli ambienti scolastici sono poi spesso non adatti ad effettuare delle riprese sonore il consiglio è quello di aggiungere anche un Reflection Filter che consente di attenuare il rientro d’ambiente nella registrazione. Sempre della sE. In tal caso esiste anche il X1 RF Project Studio Bundle che include il microfono X1 e il reflection Filter.

La postazione informatica pertanto assume la seguente complessità operativa.

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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