Creare un laboratorio di informatica musicale – parte 3

Siamo giunti a scegliere le applicazioni software di cui dotare il nostro laboratorio. Inizieremo questo piccolo viaggio percorrendo le strade dei software gratuiti. Costituiscono una grande risorsa per più di un motivo: da un lato risolvono un problema di costo in quanto i fondi potrebbero essere stati dedicati tutti alle componenti hardware e pertanto se ne riparlerebbe eventualmente l’anno successivo, dall’altro gli allievi eviterebbero di comprare software per effettuare le esercitazioni a casa. In un laboratorio di informatica musicale dovrebbero essere presenti le seguenti applicazioni:

  1. sequencer ed editor audio, MIDI, con possibilità di leggere anche file video
  2. software di notazione musicale
  3. sintetizzatori e campionatori virtuali che permettano di studiare ed applicare tecniche di sintesi comuni e di creare preset e librerie di campioni
  4. plug-in di emulazione di processori di effetto (equalizzatori, compressori, delay, riverberi, ecc.)
  5. librerie di loop e di suoni.

In questo articolo parleremo dei sequencer che sono il vero cuore di tutto il sistema in quanto incubatori di produzioni per l’uso più differenziato possibile (musica elettronica, colonne sonore, musica dance, pop, rock, orchestrazione virtuale, ecc. ecc.). Sono anche un’ottima applicazione per creare lezioni di scienza del suono, di fonia e persino di sintesi (spesso utilizzo il sequencer quando spiego la tecnica di sintesi additiva collocando file audio di tipo sinusoidale su tracce differenti ed agendo sul mixer per creare i rapporti tra le componenti armoniche e non armoniche). Esistono delle buone soluzioni gratuite in rete che girano sia sui sistemi operativi Windows che su quelli OsX. Ultimamente la Presonus ha rilasciato una versione gratuita del loro sequencer Studio One, che normalmente è dato in versione chiamata artist acquistando una loro scheda. E’ un ottimo sequencer che ha un solo difetto ovvero non consente l’utilizzo di risorse (virtual instruments, plug-in) sviluppate da terze parti anche se la dotazione interna soddisfa praticamente ogni esigenza didattica.

Nell’eventualità invece che si volessero utilizzare virtual instruments e plug-in di tipo VST, AU, sviluppate da società varie, un’eccellente soluzione consiste nell’utilizzare il sequencer MULAB che ha sicuramente un’interfaccia meno raffinata di Studio One ma che comunque offre l’editing di audio e MIDI nonchè tracce di automazione. Tra i vari oggetti presenti in MULAB c’è anche un sistema di tipo modulare con il quale si possono creare routing molto interessanti tra gli oggetti messi a disposizione.

Se vi occorre un ottimo audio editor è inutile dire che Audacity è una potente risorsa a dispetto della sua interfaccia utente non molto curata in quanto ha la possibilità di leggere e convertire molte tipologie di file audio compressi. Si possono scaricare anche moltissimi plug-in sviluppati appositamente per questa applicazione ma è anche possibile utilizzare quelli di terze parti.

Per dovere di cronaca, esistono moltissime risorse che non è possibile mostrare tutte, tuttavia c’è da segnalare anche un sequencer molto complesso che però gira al momento solamente per piattaforme Linux e OsX; questo sequencer si chiama Ardour.

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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