Viaggio nel pianeta MIDI – puntata 6

Il messaggio di Nota ON viene generato ogni volta che si preme un tasto di nota sul controller tastiera musicale della master ma può anche essere scritto su un sequencer MIDI (tramite uno strumento di tipo matita) senza necessità di avere un controller ad esso collegato. E’ sempre seguito da un messaggio di Nota OFF che si genera nel momento in cui si rilascia la nota suonata. Il messaggio di nota ON quindi attiva un segnale di gate on (nota premuta) ed uno di control voltage (altezza della nota) mentre quello di nota off attiva un segnale di gate off (rilascio del tasto di nota premuto in precedenza). Il messaggio di nota ON è costituito da uno status byte seguito da due data byte di cui il primo rappresenta l’altezza della nota mentre il secondo la velocitydi tasto premuto ovvero la pressione con cui abbiamo agito sul tasto musicale (suonare con pressione forte, suonare delicatamente).

ll messaggio di nota OFF è costituito da uno status byte seguito da due data byte di cui il primo rappresenta l’altezza della nota (la stessa del messaggio di nota ON a cui è collegato) mentre il secondo la velocity di rilascio ovvero la pressione con cui alziamo il tasto musicale suonato con il messaggio di nota ON.

Come abbiamo detto, ad un messaggio di nota ON deve sempre seguire un messaggio di nota OFF altrimenti la nota rappresentata dal primo, se associata ad un suono di emissione costante (tipo un pad) suonerà all’infinito ovvero fintanto che la sorgente sonora che riceve il messaggio di nota ON rimane attiva (se è un sintetizzatore hardware fino a quando rimane acceso, se è un sintetizzatore virtuale fino a quando l’applicazione non viene chiusa). Quindi i due messaggi, se associati allo stesso evento di nota, condividono il canale MIDI e il primo data byte.

All’interno di un sequencer MIDI i messaggi di nota ON/OFF possono essere rappresentati in modi diversi a seconda della tipologia di editor MIDI con cui si sta lavorando. Facendo riferimento al sequencer Cubase della Steinberg, se si utilizza ad esempio un editor di tipo piano roll, l’evento MIDI di nota è rappresentato tramite un rettangolo il cui inizio individua il messaggio ON e la fine quello OFF, collocato in un’area dove il valore verticale rappresenta l’altezza della nota mentre quello orizzontale la timelineovvero quando la nota deve essere suonata (ON) e quando termina la sua esecuzione (OFF).

In un editor di tipo lista, i messaggi vengono elencati come stringhe consecutive di cui quelle presenti più in alto sono eseguite prima di quelle più in basso. 

Poichè un data byte può rappresentare 128 valori (da 0 a 127 oppure, in alcuni casi, da 1 a 128), tramite il primo data byte dei messaggi di nota ON/OFF possiamo indicare 128 valori di altezza mentre il secondo data byte ci consente di esprime 128 possibili valori con i quali rappresentiamo la pressione che esercitiamo sui tasti musicali sia premendoli che rilasciandoli. Tipicamente quello che conta è soprattutto la velocity ON mentre la velocity OFF è utilizzata in rarissimi casi quando ad esempio il rilascio del tasto di nota deve ad esempio attivare un qualche controllo o un trigger su un campione sonoro specifico (si pensi ad esempio al campionamento di un clavicembalo dove i messaggi di nota off possono attivare i campioni che rappresentano i plettri che ritornano nella posizione di riposo).

Il Do centrale (C4 nel sistema scientifico ma nel sistema anglosassone è pari al C3), è rappresentato dal valore di data byte 00111100 che corrisponde al valore decimale 60 ed al valore esadecimale 3C (vedremo un pò di algebra binaria ed esadecimale in un articolo dedicato). Poichè negli editor MIDI il data byte relativo all’altezza di nota è sempre rappresentato con il nome della nota e non con il valore numerico decimale o esadecimale non c’è necessità di ricordarsi o di calcolare la corrispondenza tra numero e nome della nota con relativa posizione nell’ottava specifica. A titolo di puro esercizio, dato che in Cubase il Do centrale (valore numerico decimale pari a 60) corrisponde al C3, quando rappresentiamo un C4 (do all’ottava superiore) il valore numerico decimale del data byte che rappresenta l’altezza sarà pari a 72 in quanto tra il C3 e il C4 ci sono 12 semitoni di distanza.

La velocity oltre che a rappresentare la pressione con il quale si preme un tasto e quindi influenza anche il volume (ma è più corretto parlare di intensità) della nota corrispondente, spesso nei campionatori è utilizzata per suonare diversi campioni (costituenti i cosiddetti layers) collocati sullo stesso tasto specifico.

Puntata 7

L’inizio di questo viaggio

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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