L’orchestrazione virtuale – parte 4

Dopo aver dato uno sguardo alle librerie di suoni più utilizzate in ambito di orchestrazione virtuale è ora di dedicarci al sequencer ovvero al software nel quale si realizza tutta la programmazione MIDI e il rendering audio con i mockup. Esistono diversi sequencer che offrono editor MIDI molto sofisticati ma personalmente ritengo Cubase (prodotto dalla Seinberg) essere il migliore di tutti per il sequencing MIDI. Sicuramente qualcuno potrebbe preferire altri sequencer, tutto è lecito perchè quello che conta è sempre il risultato finale a prescindere dal software che si sta utilizzando. I motivi per cui scelgo Cubase sono molteplici:

  • le sue funzioni dedicate (Expression map, Note expression),
  • il Logical editor (per selezioni complesse di eventi ed operazioni che si possono fare su di essi),
  • l’Edit in place, per poter editare audio e MIDI insieme,
  • le tipologie e modalità di quantizzazione (particolarmente apprezzata è l’Iterativa) sia applicate direttamente agli eventi che calcolate come plug-in,
  • l’arranger track (utilissima per lo sviluppo di brani costruiti su sezioni),
  • il beat calculator (aiuta a calcolare le velocità dei metronomi per sezioni che devono essere vincolate a precisi tempi di timecode),
  • le funzioni di tipo chase per semplificare l’ascolto con parti che necessitano di cambi di preset,
  • la gestione delle automazioni,
  • non ultimo….21 anni di utilizzo della piattaforma.

Nel momento in cui si lavora sulla programmazione di una parte musicale dedicata ad uno strumento o alla sezione strumentale (ad es. 18 violini, 4 corni, e così via) occorre sviluppare tutte le tecniche esecutive che quella parte richiede (ad es. per la sezione dei violini potremmo avere il pizzicato, il detachè, il tremolo, e così via). Ogni tecnica è associata ad un’articolazione che può essere fornita in un preset univoco oppure far parte di un preset più grande che offre più articolazioni. Ad esempio, la libreria Vienna Special Edition offre preset macro nei quali è possibile selezionare le sezioni strumentali e poi per ognuna di queste le articolazioni occorrenti.

L’immagine seguente è dedicata proprio al lettore della Vienna Special Edition. Sulla destra è possibile visualizzare l’elenco dei preset disponibili per la libreria utilizzata. Selezionando e caricando ad esempio il preset SE03 Orchestral String sulla sinistra è possibile scegliere la sezione strumentale occorrente (in figura è stata scelta la 215 Strings Violins) mentre al centro, posizionate all’interno di piccoli rettangoli disposti su una o più file, sono elencate le articolazioni disponibili per quella sezione (nella figura è stata selezionata l’articolazione staccato, abbreviata con sta). Ovviamente le scelte delle sezioni e delle articolazioni possono essere automatizzate in quanto associate a dei keyswitch ovvero a dei messaggi MIDI di Note On (posizionate generalmente su ottave che non vengono utilizzate dai preset in quanto collocate al di fuori dell’intervallo di estensione dei vari strumenti musicali) il cui compito non è quello di fornire un suono in ascolto ma semplicemente di cambiare articolazione. Ad esempio, tornando alla figura precedente possiamo osservare che la sezione 215 Strings Violins è associata al keyswitch E7 mentre l’articolazione staccato al keyswitch C1.

Questo tipo di libreria è progettata per la realizzazione, su un’unica traccia, di parti MIDI al cui interno sono presenti diverse articolazioni (selezionabili grazie ad un keyswitch) dato che nel lettore vengono praticamente caricate tutte insieme (un vantaggio che però costa memoria RAM).

Ci sono diverse tecniche di programmazione MIDI dell’orchestrazione virtuale. Una di queste, poco efficace in realtà, consiste nel creare una traccia MIDI per ogni articolazione utilizzata per cui, se dovessimo realizzare una parte di violini primi dove sono presenti note sostenute (sustain), note staccate (staccato), note pizzicate (pizzicato), note in tremolo (tremolo), dovremmo dividere queste note su quattro tracce MIDI ognuna dedicata ad un’articolazione specifica.

Questa tecnica comporta l’utilizzo di più lettori virtuali della libreria (ognuno con un preset specifico) oppure di un lettore multitimbrico dove sono caricati tutti i preset di articolazione associati ognuno ad un canale MIDI differente (nella figura precedente il sustain è assegnato al canale MIDI 1, lo staccato al 2, il pizzicato al 3, il tremolo al 4). Dato che le librerie della Vienna non utilizzano lettori multitimbrici e che caricano in un’unico preset tutte le articolazioni presenti per le loro sezioni strumentali utilizzando copiosamente la memoria RAM, non si prestano per questo tipo di tecnica che invece è più adatta per le librerie che utilizzano lettori multitimbrici come ad esempio il Kontakt o il Play (eastwest). Chi utilizza questa tecnica di programmazione dovrà fare i conti con moltissime tracce MIDI se dovrà realizzare partiture di tipo orchestrale e avrà una scomodità nella realizzazione delle partiture qualora dovesse passare da un software di sequencing ad uno di tipo notazionale.

La tecnica più efficace consiste invece nel realizzare un’unica traccia MIDI dedicata allo strumento o alla sezione strumentale che ospita clip MIDI al cui interno sono presenti eventi associati a più articolazioni.

Nel caso si utilizzi questa tecnica e la Vienna, per cambiare articolazione basterà inserire degli eventi di Nota On associati ai keyswitch come mostrato nelle due immagini seguenti (la prima mostra il keyswitch utilizzato per suonare le note con articolazione staccato mentre la seconda quello per le note con articolazione sustain).

Se invece si utilizzerà uno strumento multitimbrico contenente più preset di articolazioni associati ciascuno ad un canale MIDI differente, occorrerà collocare la traccia MIDI in modalità any (per suonare eventi appartenenti a canali MIDI differenti).

Gli eventi all’interno delle parti MIDI della traccia in any possono appartenere a canali MIDI differenti suonando quindi i preset di articolazione associati a quei canali. Nell’immagine seguente, grazie alla possibilità che offre Cubase di assegnare un colore distinto ad eventi appartenenti a specifici canali MIDI, possiamo vedere degli eventi di nota appartenenti al canale MIDI 1 (associato all’articolazione staccato) di colore rosso ed eventi di nota di canale MIDI 2 (associato all’articolazione sustain) di colore blu.

Questa tecnica è più efficace perchè consente di utilizzare un numero minore di tracce MIDI (teoricamente una per ogni strumento o sezione strumentale) e perchè ottimizza la realizzazione di partiture.

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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