L’orchestrazione virtuale – parte 5

Nel precedente articolo abbiamo visto velocemente delle tecniche possibili per realizzare le programmazioni MIDI delle orchestrazioni virtuali all’interno del sequencer. Durante la programmazione virtuale occorre avere un ordine molto rigoroso del lavoro tenendo conto delle risorse disponibili (RAM, potenza del processore, librerie disponibili) e della destinazione del progetto (devo passarlo ad un altro professionista? devo provvedere alla renderizzazione audio? devo produrre un mix per il mockup?). Se occorre realizzare anche le partiture partendo dal lavoro del sequencer occorre dividere il progetto in due parti, una per la partitura ed una per la programmazione. In tal caso, prendendo sempre come esempio Cubase (software che utilizzo per la realizzazione dei progetti di orchestrazione virtuale), inizio con aggiungere due tracce cartella come illustrato nella figura seguente, di cui una conterrà le tracce dedicate alla partitura mentre l’altra quelle che saranno poi utilizzate nella programmazione.

Supponiamo poi di dover realizzare una programmazione che coinvolga una sezione orchestrale con l’aggiunta di un paio di tracce di sintetizzatori virtuali. In tal caso preferisco sempre realizzare delle sottocartelle ognuna dedicate ad una famiglia orchestrale e presenti sia nella cartella partitura che in quella mockup.

A questo punto aggiungo le tracce MIDI dedicate agli strumenti musicali che saranno utilizzati nella programmazione (nell’immagine seguente vediamo gli strumenti appartenenti alla famiglia dei legni).

La suddivisione in cartelle e sottocartelle aiuta molto il lavoro di programmazione potendo con pochi click del mouse visualizzare le tracce MIDI appartenenti a particolari famiglie o sezioni, collocarle in solo o in mute, dato che in un progetto di orchestrazione virtuale potrebbero essere presenti svariate decine di tracce MIDI.

Le tracce nella cartella partitura conterranno parti MIDI di eventi che saranno quantizzati ovvero che occuperanno precise posizioni musicali che saranno poi visualizzate nell’editor della partitura o esportate (come midifile o musicxml) verso software notazionali.

Per quanto riguarda le tracce nella cartella mockup, conterranno le stesse parti sulle quali però sarà applicata la programmazione MIDI tenendo conto della libreria sonora che si sta utilizzando.

Questo metodo prevede dunque una duplicazione di tracce e di parti ma con due finalità diverse. Da un lato facilita il lavoro evitando di creare un progetto per la programmazione ed uno per la partitura, di contro, qualunque modifica delle note deve essere effettuata in entrambe le parti. Personalmente sviluppo sempre prima le parti per la sezione partitura e poi quando le note sono piuttosto definitive inizio la sezione di programmazione.

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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