Le operazioni numeriche sull’audio possono rivelare in alcuni casi un comportamento che non ha corrispondenza nell’audio analogico (elettrico), l’analisi tramite la controfase.

Nell’elaborazione delle informazioni musicali si possono utilizzare diverse tecniche e procedure scegliendo se sviluppare il sistema di produzione in ambito numerico (digitale, virtuale), in quello elettrico (analogico) o in uno ibrido (sia numerico che elettrico). La maggior parte dei progetti tipicamente si svolge ormai in ambito numerico ma sono moltissimi i casi in cui si utilizza il digitale per la registrazione, l’editing e il processing e l’analogico per il missaggio e il processamento di effetti al fine di ottenere un risultato timbrico di un certo spessore. Il caso del solo ambito analogico oggi è più raro in quanto esistono forti limitazioni nell’editing e pertanto è necessario che gli attori della produzione abbiano una formazione tecnico-musicale molto solida e con pochi dubbi.

Spesso ho allievi o persone che mi chiedono se, lavorando ad una produzione con il sequencer, nel routing del segnale audio su un canale specifico sia meglio utilizzare per primo il compressore e poi l’equalizzatore e viceversa. Devo dire che questa è una domanda che ricorre spesso nell’ambiente e nei vari corsi di tecnologia musicale. Ora occorre precisare che l’intervento di un plug-in, quale esso sia, si effettua tramite un algoritmo che riceve un segnale in ingresso sul quale compie operazioni numeriche che lo modificano rilasciando in uscita un segnale ovviamente diverso da quello entrante. Nel momento in cui collochiamo su un canale di un mixer virtuale (in modalità insert) un compressore C e un equalizzatore E sappiamo che le operazioni effettuate saranno di tipo seriale ovvero prima sarà applicato il compressore e successivamente l’equalizzatore o viceversa quindi avremo due possibilità:

  1. z(t) = C f(t) + E f(t)
  2. z(t) = E f(t) + C f(t)

ovvero il segnale uscente dal canale, ovvero z(t), è il risultato dell’applicazione di due funzioni (gli algoritmi C ed E) sul segnale di ingresso f(t). Si potrebbe anche rappresentarlo in tal modo (più corretto):

  1. z(t) = E(C(f(t)))
  2. z(t) = C(E(f(t)))

ovvero, nel primo caso, applico prima il compressore e successivamente il segnale compresso passa per l’equalizzatore mentre è esattamente il contrario nel secondo caso.

Se E(C(f(t) = C(E(f(t) allora vorrebbe dire che è assolutamente indifferente applicare prima il compressore e poi l’equalizzatore o viceversa. Questa affermazione potrebbe far storcere il naso a molte persone che operano nell’ambiente ma di fatto dobbiamo tener conto che lavorando in ambito virtuale stiamo operando su numeri e su questi agiscono le leggi della matematica. Applicare un algoritmo significa effettuare delle trasformazioni nelle quali agiscono somme e moltiplicazioni che sono affette da numerose proprietà. Tra queste conosciamo:

  1. la proprietà distributiva: ac + bc = (a + b)c
  2. la proprietà commutativa: ac = ca
  3. la proprietà associativa: (ab)c = a(bc)

Se queste proprietà valgono nel nostro caso allora è facilmente dimostrabile che

E(C(f(t) = C(E(f(t)

Ma supponiamo che io non sia un matematico e non abbia i mezzi di indagine per studiare o verificare tutto questo. Come faccio a capirlo praticamente? In tal caso posso utilizzare gli strumenti che la tecnologia mi mette a disposizione. Facciamo un esempio pratico. Consideriamo una traccia audio e sul canale del mixer relativo applichiamo in insert e in successione un compressore ed un equalizzatore come mostrato nella figura seguente.

Bene, ora si duplica la traccia in modo tale da ottenere due tracce che hanno le medesime caratteristiche (stesso livello, stesso panpot, stessi insert).

Fatto ciò in una delle due tracce inverto i due plug-in (che continuano ad avere gli stessi valori dei vari parametri).

A questo punto per verificare se E(C(f(t) = C(E(f(t), inverto di fase uno dei due canali cosicchè i due segnali abbiano segno differente.

Ora arriva la “prova del 9”. Mandiamo in playback le due tracce ed ascoltiamo il tutto. Se non abbiamo alcun segnale in uscita dal master (come avverrà probabilmente) questo significa che i due segnali in uscita dai due canali sono assolutamente identici e pertanto E(C(f(t) = C(E(f(t) il che vuol dire che posso indifferentemente applicare prima il compressore e successivamente l’equalizzatore o viceversa.

Provate…..

vediamo nel prossimo articolo di capire il “trucchetto”.

Annunci

Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
Questa voce è stata pubblicata in Audio processing & editing, Scienza del Suono, Tecniche di HD recording & Sequencing e contrassegnata con . Contrassegna il permalink.

3 risposte a Le operazioni numeriche sull’audio possono rivelare in alcuni casi un comportamento che non ha corrispondenza nell’audio analogico (elettrico), l’analisi tramite la controfase.

  1. Graziano Lacagnina ha detto:

    Ciao Silvio,
    L’esempio descritto prevede che la C f(t) e la E f(t) restino invariate durante l’inversione nella catena audio!
    Se con un Eq attenuo un picco di risonanza e poi applico un compressore, il comportamento del compressore non è più lo stesso, quindi in teoria la C f(t) dovrebbe essere cambiata!

    Cosa mi sfugge?

    • silviorelandini ha detto:

      Ciao Graziano, si i parametri di C e di E sono statici, prova a fare esperimenti. Ma possiamo anche ragionare su una loro varianza nel tempo. Comunque la tua considerazione merita attenzione, prova a farlo. Tieni anche conto di una cosa ovvero del fatto che il compressore può lavorare in alcuni ambiti in maniera lineare ed in altri ambiti in maniera non lineare. In quest ultimo caso quanto esposto potrebbe essere non più valido

  2. Pingback: A proposito dell’articolo “Le operazioni numeriche sull’audio possono rivelare in alcuni casi un comportamento che non ha corrispondenza nell’audio analogico (elettrico). | tecnologiamusicale

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...