Viaggio nel pianeta MIDI – puntata 13

Nella puntata precedente abbiamo visto il messaggio CC1 (Modulation Wheel).

Esistono due control change che vengono utilizzati entrambi per controllare il livello di uscita del sinth, delle librerie virtuali, dei campionatori, ma che hanno delle finalità differenti: il volume (cc7) e l’expression (cc11).

Cerchiamo di capire la differenza tra i due messaggi utilizzando un esempio. Un chitarrista elettrico collega la sua chitarra all’amplificatore e pertanto può controllare il livello di uscita della sua chitarra facendo una prima regolazione generale agendo sulla manopola del livello di uscita dell’amplificatore e successivamente intervenendo su quella collocata sulla sua chitarra per aumentare o diminuire il volume. Nel caso dei control change volume ed expression avviene la stessa cosa e si può quindi paragonare il volume (cc7) alla manopola di livello dell’amplificatore mentre l’expression (cc11) a quella della chitarra.

Normalmente con il cc7 si interviene per regolare il volume generale di uscita del sintetizzatore o del campionatore e le sue variazioni costituiscono anche le automazioni su di esso. Nelle immagini seguenti possiamo osservare che nel progetto di Cubase è stata creata una parte MIDI assegnata al canale 1 dell’Halion sonic SE contenente un unico dato di Volume (cc7) impostato su 89.

Questo valore modifica la posizione del fader di livello di uscita del timbro assegnato al canale 1 dell’Halion Sonic SE. Pertanto con questo parametro impostiamo un livello generale di uscita.

Se poi occorre realizzare dei crescendo e dei diminuendo possiamo utilizzare l’Expression (cc11) che interviene quindi abbassando o aumentando dinamicamente il segnale rispetto a quanto impostato tramite il cc7. Eccone un esempio mostrato nell’immagine successiva dove nelle due control line dell’editor MIDI è presente un’impostazione generale per il cc7 mentre nel cc11 sono state realizzate delle variazioni per creare dei diminuendi.

In realtà il controllo del volume di uscita è più complesso di come può sembrare e spesso coinvolge anche la velocity delle note MIDI; non bisogna dimenticare però che il più delle volte le librerie virtuali utilizzano la velocity per scegliere il layer di campioni da utilizzare o per controllare la morbidezza o meno dell’attacco (come avviene ad esempio nella LASS).

La prossima puntata è dedicata al CC64 (pedale sustain).

L’inizio di questo viaggio

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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2 risposte a Viaggio nel pianeta MIDI – puntata 13

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