Un’evoluzione tecnologica musicale: dal Salterio al Pianoforte (prima parte)

Quando si parla di evoluzione della tecnologia musicale si pensa sempre ad un’innovazione elettronica o informatica ma in realtà è un processo che ha sempre accompagnato l’evoluzione stessa del linguaggio musicale influenzandone i generi, gli stili, le tecniche. Se l’intonarumori di Luigi Russolo o il Theremin di Lev Termen hanno contribuito ha creare un linguaggio musicale completamente nuovo che poi si è sviluppato nella musica concreta, nella musica elettronica, anche in passato la creazione di strumenti musicali nuovi, tipo il fortepiano, hanno contribuito ha formare musiche nuove che sfruttassero le capacità tecniche, le qualità timbriche ed i controlli su di esse.

Vediamo un ‘evoluzione degli strumenti a tastiera appartenenti alla famiglia dei cordofoni a corde percosse o pizzicate.

Di origine antica, il salterio è uno strumento costituito da una scatola armonica di forma tipicamente trapezoidale, rettangolare o triangolare munita di una dozzina di corde. Veniva suonato pizzicando le corde con un plettro. Appartiene alla famiglia dei cordofoni a corde pizzicate.

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Il dulcimer (strumento analogo) veniva suonato invece con bacchette di legno.

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Il clavicordo costituì il primo vero strumento a tastiera della famiglia ed è stato utilizzato per ben 400 anni. La sua tastiera tipicamente copriva da 3,5 a 4,5 ottave.

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Il suono del clavicordo veniva emesso percuotendo la corda con martelletti di ottone a forma di bandiera (tangenti) azionati da una leva di legno.

Il limite dello strumento è nell’esilità del suono dovuta alla percussione e alla tipologia della corda.

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L’evoluzione del clavicordo è rappresentata nella famiglia dei cembali. Le corde vengono pizzicate da plettri fissati a dei saltarelli ovvero a sostegni di legno liberi di scorrere verticalmente. Quando il saltarello si alza, per azione del tasto premuto, il plettro pizzica la corda; sopra di esso è presente un feltro smorzante che arresta la vibrazione della corda subito dopo il rilascio del tasto. Il plettro veniva realizzato utilizzando il becco della piuma dei corvi ma potevano esserci anche dei plettri di cuoio se era richiesto un timbro più morbido.

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Il virginale costituisce uno strumento di dimensioni ridotte, munito di corde singole. Il nome deriva dal fatto che veniva suonato da giovani donne.

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La spinetta è un virginale con tastiera disposta a 30° rispetto alle corde. Il suo nome probabilmente deriva dal veneziano J. Spinetus.

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il clavicembalo anticipa degli aspetti che poi troveremo sul pianoforte, le sue corde sono lunghe e pertanto richiedono la loro disposizione verticale rispetto alla tastiera. La cassa armonica accompagna la variazione di lunghezza delle corde con una caratteristica curvatura ad ala. Normalmente le corde sono doppie ed accordate all’unisono per rafforzare il suono.

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Il clavicembalo diventa molto popolare nel 1600 e nel 1700 e vniene prodotto in diverse versioni (italiana, francese, tedesca, fiamminga).

La tavola armonica, spessa 3 millimetri, viene fatta in abete con le venature parallele alle corde. Le corde delle note acute sono di acciaio mentre quelle gravi sono di ottone senza avvolgimento. Il modo più basso di vibrazione della tavola armonica è a 40 Hz.

Nel 1709 l’italiano Bartolomeo Cristofari sostituisce i plettri con dei martelletti di legno trasformando lo strumento da cordofono a pizzico a cordofono a percussione e chiamando il nuovo strumento  Gravicembalo con il piano e il forte che successivamente con il tempo e gli aggiustamenti venne chiamato fortepiano.

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Il martelletto deve colpire la corda con velocità variabile in modo da produrre più o meno suono e contemporaneamente deve allontanarsi da essa rapidamente per non ostacolarne la vibrazione. Nel 1720 Cristofari utilizza un sistema a catapulta dotato di doppia leva che lancia il martelletto verso la corda e lo recupera quando rimbalza all’indietro.

I martelletti nel modello del 1720 sono tutti uguali mentre nei moderni pianoforti a coda diminuiscono passando dalle note gravi (circa 11 grammi) a quelle medie (circa 3,5 grammi).

Nel prossimo articolo vedremo il passaggio che ha portato il fortepiano a divenire il pianoforte.

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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