Kontakt: impariamo a creare patch e librerie sonore (prima parte)

Buongiorno a tutti, inauguriamo una nuova serie di articoli didattici dedicati al campionamento del suono e nello specifico alla programmazione di instrument e di multi all’interno del software considerato uno standard assoluto per il campionamento: Kontakt prodotto dalla Native Instruments.

Quasi tutte le librerie sonore più importanti che emulano strumenti acustici e molte di quelle cinematic (ovvero dedicate alla realizzazioni di colonne sonore) utilizzano Kontakt come tecnologia e quindi come lettore: Spitfire audio, Audiobro, 8Dio, CineSample, ProjectSAM, Cinematic Strings, Sonokinetic, Sample Logic, tanto per citare quelle più famose.

La tecnologia inclusa in Kontakt offre moltissime funzioni dedicate alla mappatura, all’editing dei campioni e al looping & slicing ma soprattutto, grazie ad un ambiente di programmazione molto potente, la personalizzazione dell’interfaccia che verrà offerta all’utente per utilizzare la libreria al meglio delle possibilità.

Non ci occuperemo qui di come realizzare i campioni da importare in Kontakt per la realizzazione di una vostra libreria ma vedremo le varie possibilità offerte per realizzare una potente libreria costituita da instrument, multi e bank.

In questo primo articolo daremo un’occhiata alla struttura di Kontakt per poi iniziare con la programmazione vera e propria. Il software può essere aperto sia in versione standalone che come virtual instrument all’interno dei sequencer più utilizzati.

Nel momento in cui aprite Kontakt si presenta la seguente interfaccia utente.

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E’ costituita di diverse sezioni. La parte superiore mostra una barra degli strumenti grazie al quale potremo effettuare numerose operazioni quali ad esempio creare o caricare nuovi strumenti, utilizzare le funzioni purge per ottimizzare la memoria RAM impegnata, visualizzare o nascondere sezioni, verificare l’impegno di risorse per la CPU e molte altre ancora.

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Subito sotto esiste una barra di impostazioni generali relativamente al volume master di uscita, all’intonazione, al controllo di velocità (interno ed esterno) per i loop e per avere dei reference tone.

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A sinistra è presente un’ampia sezione che mostra sei funzionalità per cercare file caricabili o importabili, per aggiungere librerie, per la realizzazione di database personali, per utilizzare moduli o per la mappatura dei control change MIDI.

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Nella parte di destra esiste il multirack che consente di aggiungere gli instrument singoli e multi delle librerie.

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Subito in basso è presente l’area dedicata al routing audio e alla tastiera virtuale che può essere utilizzata sia per produrre suoni che per monitorare zone di mappatura.

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Una volta caricato un instrument utilizzando la finestra browser, la sua immagine compare nel multirack. Nell’immagine seguente un esempio relativo ad uno strumento prodotto dalla spitfire audio.

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Gia nella schermata principale dedicata allo strumento si può scegliere il canale MIDI ad esso assegnato, l’uscita audio di riferimento, si può osservare quanta memoria RAM impegna e scegliere di applicare la funzione purge citata prima. L’immagine con cui appare lo strumento dipende dalla software house che ha prodotto la libreria che tenderà a personalizzarla.

Kontakt mette a disposizione moltissime funzioni per programmare uno strumento e possiamo dare un’occhiata ai suoi editor perndendo come esempio lo strumento appena caricato. Nella sua immagine nel multi rack se si clicca sul pulsante a forma di chiave inglese posto sulla sinistra si entrerà nella sezione interna degli editor dello strumento.

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Le aree principali di programmazione riguardano il group editor, il mapping editor, il wave editor e lo script editor (che si attivano premendo sul relativo pulsante) ma a queste si aggiunge la configurazione del routing audio con la possibilità di utilizzare processori di effetti audio virtuali.

Il group editor è uno degli elementi più importanti della programmazione in quanto consente di realizzare, come vedremo nei prossimi articoli, degli instrument che presentano più livelli di mappature dei campioni per consentire di offrire di uno stesso strumento più articolazioni contemporaneamente (si pensi ad esempio ad un violino e alla possibilità di poter suonare più tecniche nello stesso strumento: detachè, pizzicato, tremolo, ecc.). Queste articolazioni, ognuna assegnata ad uno specifico gruppo, può essere richiamata attraverso un keyswitch o un altro tipo di messaggio di controllo MIDI oppure può suonare in sovrapposizione con un’altra articolazione.

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Grazie al Mapping editor possiamo collocare i campioni su una matrice che consente di assegnare il campione ad uno o più tasti della tastiera musicale virtuale e a consentire il suo controllo in base a specifici valori della velocity MIDI. Possiamo definire il livello di uscita di ciascun campione così come la sua riaccordatura (se necessaria).

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Selezionato un campione possiamo analizzarlo ed editarlo nel wave editor attivando il pulsante corrispondente. Kontakt offre anche la possibilità di processare il campione su un audio editor esterno.

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Grazie all’editor si possono realizzare loop e slice per l’esecuzione del campione sulla base delle esigenze di produzione ma anche gestire inviluppi di livello ed altre operazioni complesse attivando ad esempio la sezione Sample Editor.

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La sezione dedicata al routing audio dello strumento è molto articolata e complessa offrendo la possibilità di utilizzare funzioni di modulazione, di inviluppo e di processing Fx sia in modalità insert che send grazie ad una buona dotazione di librerie di processori di effetti.

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In ultimo e probabilmente è la parte più affascinante della programmazione, grazie allo script editor è possibile personalizzare l’interfaccia utente posizionando quelle manopole, fader, pulsanti che possano aiutare l’utenza a programmare facilmente l’esecuzione virtuale dello strumento.

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Ovviamente occorre avere una certa familiarità con la programmazione informatica per poter realizzare con successo interfacce accattivanti come ad esempio quella relativamente alla libreria Albion della spitfire audio.

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Abbiamo concluso questa breve panoramica sulle possibilità offerte da Kontakt. Nel prossimo articolo inizieremo a lavorare sulla realizzazione di un instrument.

Parte Seconda

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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4 risposte a Kontakt: impariamo a creare patch e librerie sonore (prima parte)

  1. Pingback: Kontakt: impariamo a creare patch e librerie sonore (seconda parte) | tecnologiamusicale

  2. Pingback: Kontakt: impariamo a creare patch e librerie sonore (sesta parte) | tecnologiamusicale

  3. luino ha detto:

    ottimo tutorial, grazie!

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