Lezioni di Nodal – 1 introduzione

Nello sconfinato mondo delle tecnologie musicali, accanto ai software più diffusi e famosi è possibile trovarne altri meno conosciuti ma incredibilmente utili ad un compositore, un performer, un tecnico. E’ noto che all’interno dei grandi software host (Cubase, Reason, Logic, Pro Tools ecc.) sono presenti centinaia di funzioni che vengono applicate all’editing e al processing di informazioni audio e MIDI. Esistono tuttavia altri software più piccoli e che possono interagire con le applicazioni host che offrono funzioni ulteriori dedicate a specifici interventi sui dati utili per migliorare la qualità del sistema di produzione o a diminuire i tempi di lavorazione.

Nodal (sviluppato dal CEMA, Centre for Electronic Media Art dell’Università australiana MONASH) è un software poco costoso (30 $) che consente di utilizzare delle strutture algoritmiche di composizione musicale che creano formule melodiche, ritmiche, armoniche, contrappuntistiche, che circolano (anche in maniera ciclica) all’interno di reti progettate dall’utente su una griglia spaziale e temporale ben definita dall’utente.

In queste lezioni si imparerà ad utilizzare e a programmare strutture di reti su cui far viaggiare l’informazione musicale e a far interagire l’applicazione con un sequencer host più strutturato (Cubase).

A differenza di altri sequencer, che possono elaborare informazioni sia audio che MIDI, Nodal è programmato interamente sul protocollo MIDI e pertanto non ha una generazione sonora di tipo audio ma sfrutta quella delle sorgenti (virtuali o hardware) collegate ad esso tramite un’interfaccia MIDI che, come vedremo, può essere sia virtuale che di tipo hardware.

L’ambiente di lavoro consiste in una griglia, la cui risoluzione è definibile dall’utente, che ricorda il classico foglio a quadretti che si utilizzava a scuola; su di essa possiamo collocare gli eventi musicali, chiamati nodi, che possono essere connessi tra loro tramite delle linee.

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Una volta che avete installato Nodal apritelo con un doppio click sulla sua icona.

Appare una finestra vuota (chiamata Untitled) che mostra una griglia e una finestra (indipendente) chiamata Document che è suddivisa in diverse sezioni che fornisce utili funzioni ed informazioni sugli elementi che verranno aggiunti sulla griglia.

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Per poter lavorare occorre definire chi fornirà il supporto timbrico e quindi che tipo di interfaccia MIDI utilizzerà per inviare o ricevere le informazioni.

Dal menu Nodal (apple) o dal menu File (pc) selezionate Preferences…

Una volta selezionato il comando, si apre l’omonima finestra che mostra le proprietà e le funzioni per consentire al software di poter riceve ed inviare i dati MIDI

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La parte dedicata all’interfaccia MIDI è divisa in due sezioni: in MIDI Input è possibile selezionare la porta (hardware o virtuale) da dove ricevere i dati MIDI. E’ importante sottolineare che queste devono essere già attive o in funzionamento prima che venga avviato Nodal perché altrimenti non saranno riconosciute. In MIDI Output invece si può scegliere quale sarà la sorgente sonora a cui inviare i dati MIDI.

Nodal offre due porte virtuali chiamate Nodal Input, Nodal Output che sono fondamentali qualora si volesse rimanere in ambito virtuale (utilizzando un virtual instrument) o ad esempio utilizzare un collegamento con sequencer più famosi (come ad esempio Reason o Cubase).

Nel caso più semplice si può scegliere di associare le informazioni MIDI al sintetizzatore interno di Nodal che consente così di avere autonomia piena.

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Ad esempio, se si possiede il software Cubase si può impostare nelle traccia MIDI un ingresso MIDI equivalente all’uscita Nodal Output (si veda l’Inspector della traccia MIDI di Cubase) per consentire ai dati MIDI inviati da Nodal di essere ricevuti da Cubase e, come nel caso mostrato in figura, essere eseguiti da un virtual instrument (nell’esempio mostrato in figura si tratta di HalionOne).

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Vedremo meglio l’interazione tra Nodal e le altre applicazioni in lezioni dedicate.

Una volta che abbiamo scelto lo strumento fornitore dei timbri ed impostato il routing (flusso) dei segnali MIDI simo pronti ad iniziare a lavorare per produrre strutture semplici o complesse.

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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3 risposte a Lezioni di Nodal – 1 introduzione

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