Appunti di teoria ed armonia musicale – parte 17

Le cadenze

La Cadenza è una formula melodico-armonica che coincide con la fine di una parte del discorso musicale (semifrase, frase, periodo) oppure con la fine del brano. Le cadenze possono avere carattere di conclusione (temporanea o definitiva) o di sospensione.

Le cadenze finali sono quelle che terminano sull’accordo di tonica allo stato fondamentale e servono come conclusione di una frase, di un periodo o di un intero brano musicale.

Le cadenze sospese sono quelle nelle quali:

  • l’accordo di tonica è sotto forma di rivolto oppure
  • l’accordo di dominante che precede quello di tonica è anch’esso sotto forma di rivolto oppure
  • da un qualsiasi accordo si passa su quello di dominante oppure
  • dall’accordo di dominante si passa su accordi basati su altri gradi della scala.

Le cadenze sospese servono ad evitare o ritardare la conclusione di un brano musicale prolungandone il discorso.

Cadenze finali

Cadenza Perfetta o Autentica: è determinata dalla successione dominante-tonica V-I allo stato fondamentale. Si distingue in 4 specie:

  • Semplice: il V viene armonizzato con un solo accordo (3,5)
  • Composta consonante: il V viene armonizzato con due accordi (4,6 – 3,5)
  • Composta dissonante: il V viene armonizzato con un solo accordo nel quale c’è il ritardo della terza (4,5 – 3,5)
  • Doppia: il V viene armonizzato con quattro accordi. Tale cadenza è formata dalla fusione delle 3 cadenze precedenti

La cadenza autentica può essere allargata fino ad includere il IV o il II che generalmente precedono la dominante. L’utilizzo della cadenza autentica non è limitato alle frasi finali ma spesso viene utilizzata anche in punti diversi ma con un minor senso conclusivo.

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Cadenza Plagale: è determinata dalla successione sottodominante-tonica IV-I allo stato fondamentale.

Nella maggior parte dei casi la cadenza plagale viene utilizzata dopo una cadenza autentica come fosse una specie di conclusione aggiuntiva di un movimento. Tuttavia esistono diversi esempi di cadenze plagali utilizzate come conclusioni di frasi anche senza essere precedute da una cadenza autentica. Spesso alla fine di un movimento in modalità maggiore, nella cadenza plagale viene usata la forma minore dell’armonia di sottodominante.

Cadenza Mista: è data dalla successione IV-V-I allo stato fondamentale.

Cadenze sospese

Cadenza Imperfetta: è determinata dalla successione V-I di cui uno o entrambi gli accordi sono allo stato di rivolto.

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Cadenza Sospesa o Semicadenza: ha la sospensione sul V (oppure raramente sul IV)

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Se la cadenza autentica potrebbe essere paragonabile al ruolo che ha il punto in una frase, la cadenza sospesa può essere assimilabile ad una virgola in quanto indica una pausa temporanea in una frase non terminata. Un utilizzo caratteristico della cadenza sospesa si ha quando si trovano due frasi parallele: la prima termina generalmente con una cadenza sospesa mentre la seconda con una cadenza autentica.

Cadenza Evitata o d’inganno: il V grando non procede sul I. E’ formata dalle seguenti successioni V-VI (d’inganno), V-IV, V-III, V-II. Attenzione non confondete la successione V-III quando costituisce una cadenza evitata (il III viene armonizzato con 3,5) anzichè una cadenza imperfetta (il III viene armonizzato con 3,6 ovvero come rivolto dell’accordo di tonica).

L’utilizzo della cadenza d’inganno verso la fine di un brano serve a mantenere o ad accrescere l’interesse musicale nel momento in cui ci si attende la cadenza autentica conclusiva e dà al compositore la possibilità di aggiungere una o due frasi in conclusione.

Cadenza Frigia: è uno stilema barocco che consiste in una cadenza finale del tipo

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nel modo minore alla fine di un movimento lento o di un’introduzione lenta. Normalmente ad essa segue, senza pause, un movimento veloce che di solito è nella stessa tonalità. La definizione di cadenza frigia deriva dal movimento di semitono nel basso.

La formula di cadenza consiste in una successione di accordi nella quale si fondono integrandosi due o più cadenze; generalmente risulta costituita dall’accoppiamento di una semicadenza (I-V, II-V, IV-V, VI-V) con una cadenza perfetta oppure con una cadenza imperfetta o ancora con una cadenza evitata. Si ottengono così tre tipologie di formule di cadenza che prendono il nome dalla cadenza con la quale terminano:

  • formula di cadenza perfetta
  • formula di cadenza imperfetta
  • formula di cadenza evitata

Formula di cadenza perfetta: è rappresentata dalle seguenti successioni: I-V-I, II-V-I, IV-V-I, VI-V-I nelle quali l’accordo della dominante e il secondo accordo di tonica devono essere sempre allo stato fondamentale.

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Formula di cadenza imperfetta: è rappresentata dalle seguenti successioni: I-V-I, II-V-I, IV-V-I, VI-V-I nelle quali l’accordo di dominante e il secondo accordo della tonica devono essere l’uno o l’altro o entrambi in stato di rivolto.

Formula di cadenza evitata: è rappresentata dalle seguenti successioni: I-V-VI, II-V-VI, IV-V-VI, VI-V-VI, I-V-IV, II-V-IV, IV-V-IV, VI-V-IV, I-V-III, II-V-III, IV-V-III, VI-V-III, I-V-II, II-V-II, IV-V-II, VI-V-II

Esempi di cadenze varie

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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2 risposte a Appunti di teoria ed armonia musicale – parte 17

  1. Giuseppe Isidoro ha detto:

    FORMULA DI CADENZA PERFETTA II-V-I, nelle due opzioni il grado tra parentesi è (II) e non (I)

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