Lezioni di Cubase – 36 (processing audio 1)

Il processing è un procedimento grazie al quale modifichiamo il contenuto di un segnale numerico audio attraverso l’utilizzo di uno o più algoritmi (collocati in serie o in parallelo) che possono operare sia in tempo reale durante un playback oppure effettuare un’operazione di scrittura offline in grado di generare un nuovo file o modificare quello esistente. Il processing effettuato numericamente ha un grande vantaggio rispetto a quello operato elettricamente attraverso hardware dedicati chiamati quasi sempre processori di effetto: nel caso di elaborazione numerica è sempre possibile annullare l’operazione e tornare allo stato precedente ovvero il processing numerico è di tipo non distruttivo, reversibile.

Quando un processing viene effettuato con l’ausilio di algoritmi che operano in tempo reale occorre fare attenzione alle risorse di calcolo disponibili in quanto la CPU durante il playback oltre a dover effettuare i calcoli per il processing potrebbe essere impegnata anche da altre risorse (strumenti virtuali, operazioni di editing, configurazioni del mixer, automazioni, ecc. ecc.). Se non si hanno sufficienti risorse di calcolo disponibili è preferibile effettuare lo stesso processing con una scrittura offline (se possibile). Nell’applicazione offline del processing il processore del computer utilizza tutte le risorse e il tempo necessari alla realizzazione dell’operazione pertanto si ottiene il risultato migliore possibile e nella riproduzione audio le risorse utilizzate sono quelle abituali della lettura del file prodotto.

Un processing può essere effettuato anche su una parte di un evento audio. Esistono processing che mantengono inalterata la lunghezza della parte audio su cui agiscono ma altri (definiti time stretching) possono modificarla accorciandola o allungandola con limitazioni che dipendono dalla qualità stessa degli algoritmi di calcolo utilizzati.

Negli ultimi anni sono stati migliorati notevolmente gli algoritmi (definiti pitch shifting) che intervengono nella correzione o modifica dell’intonazione anche parziale dei file audio consentendo così di intervenire successivamente nelle finalizzazioni di produzioni musicali o nella creazione di progetti di sound designing. In Cubase è possibile avere un’ampia disponibilità di algoritmi di processing che intervengono sia in tempo reale che offline.

Gestione dei fade in/out per gli eventi audio direttamente nella finestra project

Nelle lezioni dedicate all’editing audio abbiamo visto come realizzare un fade in o un fade out calcolati in tempo reale per un evento audio utilizzando le informazioni presenti nella Event infoline o intervenendo sull’evento stesso. Ricordiamo solamente che:

  1. il fade in è un processing che applica, a partire dall’inizio dell’evento audio, una dissolvenza in entrata ovvero un inviluppo di volume che porta il file a passare da un volume nullo (-oo) al livello scelto per l’evento. Questo inviluppo, come vedremo a breve, può realizzarsi linearmente o tramite una curva esponenziale.
  2. il fade out applica all’evento una dissolvenza in uscita portando il livello di volume dal valore attuale a quello nullo in prossimità della fine dell’evento stesso. Anche questo inviluppo può essere realizzato linearmente o tramite una curva.

Lavoriamo un po’ con i fade in real time. Il progetto mostrato in esempio è costituito da due tracce di voce già montate nel righello temporale.

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Il progetto presenta diversi elementi che non abbiamo ancora affrontato (automazioni, plug-in in insert e in send, equalizzazioni) e che ovviamente saranno oggetto di ampia trattazione nelle lezioni a venire. Come possiamo vedere (finestra pool) le due tracce condividono lo stesso evento audio diviso in 17 clip.

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Durante l’ascolto effettuato sono stati riscontrati dei problemi a causa dei vari tagli effettuati sulle clip durante la fase di editing: all’inizio e alla fine della maggior parte delle clip è presente un rumore o dei respiri da parte del cantante. Quello che occorre fare è mitigare o rimuovere questo contenuto non desiderato utilizzando dei fade in/out.

Durante le normali operazioni che si effettuano nel progetto per realizzare brani e produzioni può capitare di spostare o cancellare involontariamente uno o più eventi. Fortunatamente possiamo decidere di bloccare l’evento in modo tale da evitare che accadano queste funeste operazioni. Cominciamo dalla prima clip. Intanto per svolgere al meglio l’operazione effettuiamo uno zoom sul progetto premendo tante volte il tasto [H] quanto basta per allargare la visuale.

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Per migliorare ancora possiamo allargare le tracce. Clicchiamo sul piccolo pulsante collocato nell’angolo destro in basso della finestra project tra la barra di scorrimento verticale e il piccolo fader e nel menu che appare scegliamo il valore Zoom Track N Rows per poter scegliere omogeneamente il numero di righe per l’altezza verticale delle tracce.

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Nella piccola finestra che compare scegliamo il valore 7 e premiamo OK.

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Come possiamo osservare, le tracce hanno aumentata la dimensione verticale.

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Passando con il mouse sopra la prima clip, collocata all’inizio del brano sulla traccia Lead Vox possiamo osservare che compaiono ai bordi superiori della clip stessa due piccoli triangolini di colore bianco con i quali è possibile effettuare il fade in (intervenendo sul triangolino di sinistra) e il fade out (intervenendo sul triangolino di destra.

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Per la prima clip effettuate un fade out in modo tale da mitigare l’effetto di espulsione dell’aria emessa dal cantante al termine della frase musicale. Per creare il fade out basta cliccare con il mouse sul triangolino superiore destro della clip (che nel frattempo si seleziona) e a trascinarlo verso sinistra fino al punto che riteniamo più opportuno rilasciando il mouse. Al termine dell’operazione dovremmo trovare con una situazione simile alla seguente.

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Il punto iniziale di applicazione del fade out è evidenziato con una sottile linea verticale tratteggiata che vi aiuta a capire da che punto dell’onda sonora viene applicato. Il tipo di curva di fade è evidenziata subito dopo (nel nostro esempio trattasi di retta inclinata). Per sapere il tempo complessivo di durate del fade creato possiamo osservare i dati nella event infoline.

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Con una curva di fade di tipo rettilineo potremmo non riuscire ad intervenire con efficacia nella mitigazione totale o quasi del nostro problema. Ci vorrebbe qualcosa che intervenisse con maggior efficacia nella parte finale della clip (quella che ad esempio ci fa sentire l’aria che espelle il cantante). Se volessimo rimuovere questo elemento dovremmo cambiare tipo di curva passando da una curvilinea ad una di tipo esponenziale. Per fare questo basta selezionare la clip e quindi Audio/Open Fade Editor(s) (scelta consigliata). Si apre la finestra Fade. Dato che abbiamo operato creando un fade out la finestra ci consentirà di modificarlo e di scegliere la curva più opportuna.

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Sotto il riquadro centrale, che mostra la curva di fade e la porzione di audio su cui viene applicata esistono una serie di pulsanti che consentono di scegliere la tipologia di curva. Selezioniamo il primo pulsante a sinistra e la curva di fade si modificherà come segue.

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Se clicchiamo su Apply la curva sarà applicata alla clip selezionata.

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In realtà più che curva trattasi di una serie di linee ma se volessimo visualizzare una curva effettiva dobbiamo scegliere uno dei tre pulsanti chiamati Curve Kind nella finestra del fade. Ad esempio scegliendo la prima (Spline Interpolation) la forma del fade diventa curvilineo

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Per la precisione, il primo pulsante a sinistra rende i segmenti di curva di tipo concavo, quello centrale di tipo convesso e quello di destra di tipo rettilineo. Se avendo aperto la finestra e modificata la curva di fade il risultato non dovesse soddisfare, premendo il pulsante Restore la curva torna ad essere quella presente al momento dell’apertura della finestra.

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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