Intervenire sul rumore di ambiente nei file di campionamento

La realizzazione del campionamento di uno strumento musicale al fine di creare librerie sonore a disposizione di musicisti per il lavoro di pre-produzione è una delle esperienze più entusiasmanti per coloro che praticano i mestieri tecnologici musicali. In un processo così complesso, che richiede molte competenze multidisciplinari e molto tempo di elaborazione, sono coinvolti sound designer, sound engineer, programmatori, musicisti che intervengono in tutte le fasi del lavoro di campionamento:

  • progettazione della libreria, studio organologico della sorgente sonora da campionare e dell’ambiente acustico dove avverrà il campionamento
  • scelta della sorgente sonora, analisi timbrica ed eventuali interventi sulla meccanica e/o sull’accordatura
  • posizionamento della sorgente nell’ambiente acustico, scelta dei microfoni e delle tecniche di microfonazione e posizionamento dei microfoni in prossimità della sorgente sonora e nell’ambiente acustico
  • registrazione dei vari suoni tenendo contro delle tecniche e delle dinamiche strumentali
  • editing e processing dei file di campionamento (tagli, fade, intonazione, riduzione del rumore di fondo, leveling, bounce)
  • realizzazione del database di campioni
  • progettazione e finalizzazione delle patch, degli instrument ed eventualmente dei multi (utilizzando ad esempio Kontakt), programmazione dell’interfaccia e degli script. Testing

In questo articolo affronteremo uno dei processing ricorrenti sui file di campionamento e relativi alla riduzione del rumore di fondo e/o di ambiente che può essere presente nelle microfonazioni effettuate in prossimità della sorgente sonora.

E’ risaputo che per il campionamento sarebbe opportuno scegliere un ambiente possibilmente privo di particolare enfasi sulle riflessioni e tendenzialmente “asciutto”. Molte società che effettuano il campionamento infatti preferiscono ambienti di ripresa molto “anecoici” per poter dare all’utente la possibilità di utilizzare in seguito riverberazioni tramite utilizzo di plus-in o di hardware dedicato. Tuttavia, se si vogliono realizzare librerie che offrono anche microfonazioni ambientali da aggiungere a quelle di prossimità per ottenere un suono ancor più naturale, si possono scegliere grandi ambienti acustici (sale, teatri, auditori) che per caratteristiche strutturali e per il trattamento effettuato sulle sue superfici offrono una significativa componente di suono derivato dalle varie riflessioni che avvengono sulle diverse superfici. Per ottenere il cosiddetto “ambiente” naturale serve volume, ovvero aria e quindi tutto ciò porta rumore d’ambiente anche nei file di campionamento delle microfonazioni effettuate a ridosso della sorgente sonora.

Per l’articolo prenderò il caso del campionamento di una celesta effettuato durante i miei corsi di tecnologie musicali all’interno della Forum Academy e dell’IITM.

Il campionamento dello strumento è stato effettuato all’interno della sala di ripresa dello studio A del Forum Music Village, ampia ben 400 metri quadri e nota soprattutto per le colonne sonore realizzate dal 1969 ad oggi scritte da grandi compositori di musica per film (Ennio Morricone, Nino Rota, Armando Trovajoli, Nicola Piovani, ecc.).

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La scelta di un ambiente così grande deriva dal fatto di voler realizzare anche layer di campioni con presenza significativa di riverberazione naturale.

Lo strumento scelto viene posizionato nell’ambiente in modo tale da sfruttare in pieno le caratteristiche acustiche (soprattutto le risonanze) e vengono sistemati i microfoni per consentire una serie di microfonazioni di prossimità e di ambiente.

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La microfonazione è fondamentale così come l’outboard relativo alla preamplificazione e alla registrazione (effettuate dagli allievi del corso di Sound Engineering).

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I file di campionamento realizzati riguardano tre layer (due relativi alla dinamica, uno al pedale di sustain). Sono state posizionati numerosi microfoni per un totale di 4 tecniche stereofoniche (tre di prossimità ed una ambientale).

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Una volta effettuate le registrazioni vengono avviate le operazioni di editing e di processing utili per la preparazione dei campioni relativi alle singole note. Questa fase è stata realizzata dagli allievi del corso di Musica Elettronica.

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Durante questa fase è stato necessario effettuare dei processing per ridurre il rumore d’ambiente per i file audio delle microfonazioni di prossimità come possiamo ascoltare nell’esempio seguente.

ESEMPIO 1 – campione che presenta del rumore ambientale

Per la riduzione del rumore è possibile utilizzare diversi plug-in. Uno dei migliori in circolazione è lo Znoise della Waves in quanto consente di acquisire il profilo del rumore e di decidere di intervenire su di esso in base alla frequenza tramite delle bande come nel caso di un equalizzatore parametrico. Questa fantastica opzione consente di ottimizzare l’intervento senza danneggiare le qualità timbriche del file. Normalmente la quantità di rumore viene apprezzata nella gamma delle frequenze medio-alte ed alte. Si può scegliere di agire in più modi, il più semplice consiste nel collocare in modalità insert l’effetto sulla traccia audio che ospita il file di campionamento. Nell’esempio in figura le due tracce audio mono vengono inviate ad una traccia gruppo stereo sulla quale in insert viene collocato l’effetto Znoise.

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Possiamo apprezzare il tipo di intervento possibile dando uno sguardo alla finestra del plug-in.

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Il profilo del rumore si acquisisce attivando il pulsante Learn possibilmente su una zona del file dove è presente solamente il rumore ambientale. Grazie poi al pulsante Adaptive (è rosso nell’immagine) si può seguire la variazione di tale profilo durante il file (molto importante per ottenere il risultato migliore). Nel grande profilo centrale si può scegliere il profilo di intervento in base alla frequenza mentre la profondità di intervento (ovvero la quantità di riduzione di rumore) dipende dai fader associati dalle funzioni di thresh e di reduction. Occorre inoltre monitorare sempre cosa si sta tagliando e pertando occorre attivare a tal fine il pulsante Difference collocato nel riquadro Monitor in basso a destra. Questo pulsante consente di ascoltare la parte che si stà tagliando e che quindi deve contenere solamente rumore e non materiale musicale o sonoro tipico del campione su cui si sta lavorando.

Una volta effettuato l’intervento in maniera soddisfacente si effettua l’esportazione del file per indirizzarlo verso fasi di processing e di editing successive (livellamento, pitch shifting, ecc. ecc.).

Possiamo ascoltare al link successivo lo stesso file prima con il rumore e poi con l’intervento del plug-in di riduzione.

ESEMPIO 2 – campione con rumore ambientale seguito dallo stesso campione sul quale è stato applicato il plug-in di riduzione del rumore

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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