i formati sonori multicanale del cinema (parte terza)

Nel 1986 con la lavorazione del film Robocop debutta il Dolby Stereo SR (di tipo Spectral Recording) a sostituzione del sistema di riduzione Dolby A. Il nuovo formato utilizza un sofisticato sistema multibanda grazie al quale viene migliorato il rapporto segnale/rumore che viene portato da 60 a 75 dB (in pesatura A) ed anche la massima pressione acustica ottenibile. Ancora oggi è in uso come traccia ottica di sicurezza nel caso in cui non risultino leggibile le tracce digitali.

Nel 1990 è la volta del Cinema Digital Sound (CDS) che viene sviluppato dalla Eastman Kodak con la collaborazione della Optical Radiation ed usato per la prima volta nel film Dick Tracy in 70 mm. Questo formato segna il debutto del suono digitale su pellicola ed ottiene un prestigioso riconoscimento (Oscar per gli effetti speciali ovvero miglior suono) con il film Terminator 2. E’ costituito da sei tracce digitali ad alta definizione in modulazione delta che sono nel classico formato 5.1 e da una traccia di controllo MIDI che viene utilizzata anche per la sincronizzazione di effetti speciali in sala (laser, vibrazioni dei sedili). Tutte le tracce sono incise otticamente sui bordi della pellicola. Il formato non ebbe un grande successo per via del costo e per il fatto che l’anno dopo la Dolby annunciò il suo formato digitale.

Nel 1991 la Dolby sperimenta, all’insaputa del pubblico, il suo nuovo formato chiamato Dolby Digital all’interno di alcune proiezioni di Star Treck VI e il debutto ufficiale è nel 1992 con il film Batman Returns. Rappresenta  il formato più diffuso tanto che ha un equivalente per il DVD e per la televisione digitale. I sei canali costituenti il formato 5.1 risultano compressi (in maniera distruttiva) fino a 10 volte (384 kbps). E’ stampato sulla pellicola in formato di punti trasparenti oppure opachi distribuiti sull’ottico sfruttando lo spazio tra le perforazioni sul bordo sinistro.

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E’ previsto il passaggio temporaneo ed automatico alla colonna analogica in caso di problemi di lettura/codifica. Nel 1999 è stata inserita l’opzione per il canale centrale posteriore ottenuto attraverso una matrice ed indicato non con il 6.1 ma con 3/2:3.1. Tale espansione è stata chiamata Dolby Digital Surround EX.

Sempre nel 1991 compare anche il formato 5.1 L.C. Concept sviluppato dalla Kinoton, società di Monaco di Baviera. La compressione era migliore rispetto a quella della Dolby fornendo una riduzione pari a 6 volte grazie all’algoritmo Musicam. I dati erano collocati su un disco ottico Sony sincronizzato alla pellicola tramite un codice inciso otticamente sulla pellicola. Sono stati realizzati numerosi film in questo formato e tra questi si citano Basic Istinct, Cliffhanger, Cyrano de Bergerac, Until the End of the World.

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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2 risposte a i formati sonori multicanale del cinema (parte terza)

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