Viaggio nel mondo dei synth Virtual Analog – puntata 1

Negli ultimi anni abbiamo assistito ad un grande interesse verso i sintetizzatori analogici soprattutto di tipo modulare. Sono sempre di più gli utenti che integrano nei loro sistemi di produzione sonora e musicale generatori di suoni di tipo analogico. Tutto ciò ha incentivato anche la produzione di prodotti software dedicati all’emulazione di sintetizzatori analogici, il cosiddetto virtual analog. Con questa serie di articoli approfittiamo per illustrare i software dedicati dando però uno sguardo anche ai prodotti analogici che li hanno ispirati. Cominciamo con una delle aziende che per prime hanno realizzato prodotti di emulazione, la francese Arturia nata nel 1999.

Tra i prodotti software spiccano le sue collezioni, di cui la V Collezione 4 è dedicata ad una serie storica di sintetizzatori.

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Una volta acquistata la licenza, occorre crearsi un profilo sul sito di Arturia, registrare il prodotto selezionandolo tra quelli disponibili ed inserendo il codice ricevuto via email. A questo punto si potrà scaricare un applicazione chiamata WelcomeApp tramite la quale si può procedere al Download dei vari synth inclusi nella collezione. Dal momento che si lancia l’applicazione compare la seguente schermata.

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Accettiamo la licenza per procedere all’istallazione che fornirà i virtual su diversi formati supportati da tutte le DAW utilizzate (Pro Tools, Cubase, Logic, ecc.).

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Una volta cliccato su Install inizia una procedura più o meno lunga di download.

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Una volta completata l’istallazione clicchiamo su NEXT.

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La schermata successiva mostrerà l’elenco dei software istallati mentre il passo successivo sarà lanciare l’applicazione ASC (Arturia Software Center) che consentirà il riconoscimento del computer e l’autorizzazione delle varie licenze (Arturia non utilizza le chiavette di protezione USB).

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Nel momento del lancio dell’ASC in automatico potrebbe avvenire un Update dell’ultima release dell’applicativo.

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Terminato l’update viene richiesto di connettersi con la email e la password create al momento della definizione del profilo utente nel sito di Arturia. Se il profilo non è stato registrato occorrerà farlo prima di procedere.

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Una volta entrati si passa all’attivazione (riconoscimento) del computer su cui si è istallato il prodotto.

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Cliccato su OK si passa alla attivazione della licenza. Arturia consente di autorizzare 5 licenze su altrettante macchine.

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Occorre cliccare su Activate. Una volta effettuata l’operazione comparirà l’indicazione dell’attivazione e del numero di licenze rimaste.

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Sul computer, è stata istallata una cartella Arturia al cui interno sono presenti i vari virtual.

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Il Wurlitzer V è l’emulazione del Wurlitzer EP 200A (1972). Nelle due immagini seguenti possiamo vedere il prodotto Arturia e l’originale.

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source

Il Wurlitzer venne realizzato dalla Rudolph Wurlitzer Company che operava negli USA. Il primo modello di strumento musicale definito piano elettrico venne realizzato nel 1954 mentre l’ultimo nel 1984. Lo strumento aveva una caratteristica molto interessante: è fornito come il pianoforte classico di veri e propri martelletti che percuotono delle lamelle metalliche la cui vibrazione è rilevata da un pick-up elettrostatico.

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Lo strumento ha un’estensione di cinque ottave più una terza minore in basso (si parte dalla nota La). E’ dotato di due controlli di volume e di tremolo. Il manuale originale dello strumento potete trovarlo al seguente LINK.

Ray Charles è di sicuro l’artista più famoso che ha utilizzato lo strumento e questo è il brano più celebre che utilizza lo strumento.

Il Suono del Wurlitzer è stato ricreato da Arturia non effettuando dei campionamenti bensì utilizzando una sintesi a modelli fisici (ulteriore LINK di approfondimento) che genera il suono attraverso un modello matematico che utilizza equazioni e algoritmi per simulare una sorgente sonora fisica. L’algoritmo utilizzato per lo strumento di Arturia è stato sviluppato nell’Istituto di Matematica dell’Università di Tolosa in Francia ed è dedicato ai pianoforti elettrici.

Per prima cosa diamo uno sguardo alla finestra Audio MIDI Settings che si apre dalle Preferenze se si una apple oppure nel menu Setup se si lavora con pc. Possiamo scegliere il driver audio e l’uscita fisica della scheda, dimensionare il buffer per controllare la latenza, scegliere la Sample Rate e il controller MIDI con cui suonare lo strumento.

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All’apertura, lo strumento presenta la seguente interfaccia.

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Esiste la possibilità di cambiare skin allo strumento e passare dal nero al bianco andando nel menu Setup/Wurlitzer Color e scegliere White anziché Black.

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Lo strumento dispone di un sistema di memorizzazione di preset in modo tale da conservare le impostazioni date dall’utente ai vari parametri. Ovviamente vengono forniti moltissimi preset già pronti all’uso il cui elenco appare se clicchiamo sul nome del preset in utilizzo (quello nel riquadro con le doppie frecce azzurre per lo scorrimento).

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 Esiste un sistema di navigazione semplificato che utilizza dei filtri e che può essere utilizzando cliccando su All Banks oppure su All Types.

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Una volta modificato un preset si può decidere se sovrascriverlo oppure salvarlo come nuovo cliccando o sul pulsante Save o su Save as.

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E’ possibile anche importare/esportare dei banchi suoni completi cliccando uno tra questi pulsanti.

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Di fatto, lasciando l’interfaccia inalterata e suonando lo strumento così come è fornito possiamo utilizzare le due manopole del Volume e del Vibrato per controllare gli omonimi parametri.

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Per avere accesso ad un’ampia serie di parametri occorre cliccare sul pulsante Open.

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Abbiamo un equalizzatore grafico a 10 bande per controllare le caratteristiche timbriche dello strumento.

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Con la manopola Vibrato Rate controlliamo la velocità del vibrato.

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Per controllare la distanza tra la sorgente sonora e il pick-up si utilizza la manopola Pickup Distance. Se questa distanza si accorcia il suono diventa più soft e loud. La manopola Pickup Axis consente di emulare una caratteristica che è presente nel Wurlitzer: il pickup non è esattamente di fronte alla sorgente sonora a riposo. Quando è esattamente di fronte, per la simmetria del dispositivo, la nota salta un’ottava sopra rispetto al tono normale. Ruotando la manopola in senso orario si passa da una posizione asimmetrica ad una posizione simmetrica fornendo una vasta gamma di timbri.

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Tramite la manopola Impedence possiamo emulare l’impedenza meccanica delle lamelle per cui più grande diventa il parametro più il suono si allunga.

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La manopola Dynamics regola il livello loudness tra il pianissimo e il fortissimo. Poiché viene applicata durante il calcolo su ogni nota e pertanto può essere vista come il compressore ideale in quanto consente di regolare le dinamiche senza alcuna distorsione.

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Il parametro Octave Stretch viene utilizzato per emulare lo stretch tuning potendo passare da un valore tenue ad uno estremo.

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Con Hammer HardnessHammer noise possiamo regolare l’emulazione dei martelletti: con il primo passiamo ad un suono più brillante aumentando il parametro mentre con il secondo controlliamo il rumore del martello che impatta.

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Con Note Off Noise regoliamo il livello di rumore del rilascio del tasto. Con Sus. Ped Noise enfatizziamo o minimizziamo il rumore che produce il pedale di sustain.

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La risposta delle curve di velocity può essere impostata  agendo direttamente nel riquadro di destra chiamato velocity curve.

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Suonando la tastiera musicale il riquadro mostra anche la velocità praticata (linea verticale).

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Il menu Harmonic Variation prevede un cambiamento armonico strutturale del generatore di suono potendo quindi creare delle tessiture molto particolari per il timbro.

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Cliccando sul pulsante FX la finestra si espande mostrando in basso un struttura di routing che può ospitare diversi processori di effetto.

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Il routing di uscita audio si imposta dal menu Output. Sono previste the uscite:

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Direct: gli effetti e il Wurlitzer V sono connessi ad una direct box, che consente di ascoltare il suono puro sull’uscita. Il segnale passa in successione per un pedale di volume, la direct box e per un riverbero

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– Leslie: nel routing il riverbero è sostituito con un Leslie che ha diversi parametri di controllo.

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– Guitar Amp: nel routing il ruolo del Leslie è svolto da un amplificatore classico per chitarra.

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La sezione degli effetti può ospitare fino a 5 processori in serie in stile pedaliera della chitarra. Si può scegliere l’effetto dalla lista che appare cliccando su Empty.

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Il routing seriale degli effetti può creare diverse catene di routing che possono arricchire il suono di sfumature interessanti.

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Tutte le manopole varie presenti sullo strumento possono essere manipolate tramite controller MIDI esterni. Per la configurazione occorre cliccare sul pulsante MIDI. Tutte le manopole si illuminano di colore viola.

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Cliccando su una delle tante manopole, ad esempio il Volume si apre un menu per l’assegnazione del parametro al controller MIDI.

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Per assegnare il parametro basta muovere la manopola, il fader, la slide sul proprio controller MIDI è il giochino è fatto. E’ possibile poi salvare la configurazione effettuata aprendo il menu popup MIDI.

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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