Viaggio nel mondo dei synth Virtual Analog – puntata 3

In questa puntata esploriamo un bellissimo virtual dedicato ad una delle marche storiche di sintetizzatori più famose di sempre, la Oberheim fondata nel 1969 da Tom Oberheim.

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Tom Oberheim (LINK al suo sito)

Si avvicinò alla tecnologia musicale grazie al fratello che suonava nella band “United States of America” e che gli chiese di costruire un amplificatore per il sistema PA della band. Il cantante della band gli chiese di realizzare un Ring Modulator un circuito in grado di generare nuove timbriche combinando matematicamente i contenuti armonici dei due segnali audio necessari al suo funzionamento. Nel 1947 Harald Bode, un pioniere della musica elettronica, ne aveva costruito uno per il suo Melochord (si può approfondire l’argomento al seguente LINK)

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Harald Bode e il Melochord: FONTE

 Ispirandosi al lavoro svolto da Bode, Oberheim realizzò il Maestro RM-1A Ring Modulator primo prodotto della sua nuova società Oberheim Electronics.

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Maestro RM-1A Ring Modulator Fonte

Il noto compositore di musica per film Leonard Rosenman lo utilizzò per la colonna sonora del film L’altra faccia del pianeta delle scimmie (Beneath The Planes of the Apes) del 1970 ma anche musicisti del calibro di Herbie Hanckock e Jan Hammer apprezzarono molto il prodotto.

Qualche anno dopo Oberheim, interessato al suono prodotto dall’utilizzo di un leslie realizzò un effetto di phase shifting, chiamato Maestro PS-1, che intendeva imitare il suono prodotto dal leslie. Venne prodotto e venduto in 25.000 pezzi.

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fonte: manuale SEM V Arturia

Agli inzi degli anni ’70 inizio una proficua collaborazione con Alan Robert Pearlman fondatore della ARP Instruments, nota società americana che produceva sintetizzatori. Per controllare sintetizzatore Arp o Moog, Oberheim realizzò il DS-2 digital sequencer il primo sequencer digitale della storia (LINK per scaricare il manuale originale) in grado di salvare 3 sequenze.

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Fonte

Con l’aiuto di Dave Rossum cofondatore nel 1970 della E-MU System, nel 1974 in occasione di una convention della AES a Los Angeles presentò il suo primo sintetizzatore il SEM.

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Fonte: manuale SEM V Arturia

Decidendo di ampliare le potenzialità espresse dal SEM, nel 1975 sviluppò due sintetizzatori polifonico costituente la combinazione di diversi SEM più una tastiera digitale: l’Oberheim 2-voice (TVS-1) e l’Oberheim 4-voice (FVS-1). Costituiscono i primi sintetizzatori polifonici di tipo commerciale.

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Oberheim 2-voice (fonte)

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Oberheim 4-voice (fonte)

La novità espressa da questi sintetizzatori era il Polyphonic Synthsizer Programmer grazie al quale il musicista poteva memorizzare le impostazioni del sintetizzatore e di fatto furono i primi voice programable synthesizer. La versione polifonica a 4 voci consentiva di avere suoni differenti per ogni singola nota di un accordo.

Nel 1977 venne realizzato l’Oberheim 8-voice molto simile alla versione a 4 voci con l’aggiunta di moduli esterni SEM.

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Oberheim 8-voice (fonte)

La Oberheim Electronics negli anni continuò a produrre magnifici prodotti: OB-1, OB-X, OB-Xa, OB-8, Xpander, Matrix 6 e 12. La società ha chiuso nel 1985 ma il suo brand è stato acquistato dalla Gibson Guitar Corporation.

Ispirandosi alla tecnologia SEM di Oberheim, Arturia ha realizzato il virtual instrument Oberheim SEM V.

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L’emulazione della tecnologia Oberheim avviene grazie ad un’altra tecnologia numerica dedicata alla riproduzione digitale di circuiti analogici e chiamata TAE (True Analog Emulation). Al seguente LINK potrete leggere come funziona questa tecnologia.

Il virtual instrument di Arturia è provisto di moltissimi preset utilizzabili in produzioni musicali (soprattutto di musica elettronica) e in sound designing.

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Tutte le manopole e gli switches possono essere assegnati a dei controlli MIDI esterni presenti ad esempio su una testiera MIDI dotata di fader, manopole, pad, pulsanti. Per effettuare l’assegnazione occorre innanzitutto chillare sul pulsante MIDI presente sull’angolo alto destro.

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Tutte le manopole e gli switches dello strumento si colorano di viola.

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Cliccando ad esempio sulla manopola Resonance presente nel filtro (VCF) compare una finestra grazie alla quale possiamo scegliere il controller che sarà a lei dedicato.

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Le manopole dedicate alla frequenza dei due oscillatori quando vengono selezionate per l’assegnazione presentano una prima finestra che chiede cosa si vuole automatizzare.

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Il VCO ovvero l’oscillatore, è il modulo che in una struttura di sintesi genera i segnali sonori che saranno poi filtrati, modulati, sommati, effettati successivamente durante il passaggio o l’interazione con altri moduli. Il SEM V è un sintetizzatore basato sulla sintesi sottrattiva, una tecnica che sfrutta uno o più oscillatori in grado di produrre segnali sonori ricchi di componenti sinusoidali che poi vengono manipolati da altri moduli quali filtri, inviluppi, ecc. ecc. Nel SEM V sono presenti due oscillatori chiamati VCO1 e VCO2. Le loro forme d’onda possono essere selezionate all’interno del VCF come vedremo più in basso.

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Con la manopola Frequency possiamo controllare l’altezza (pitch) del suono emesso dall’oscillatore. La manopola Modulation agisce sulla modulazione applicata all’altezza emessa agendo in due direzioni: quella verso sinistra determina la quantità di modulazione determinata dal modulo scelto con l’interruttore presente subito sotto (ENV1, LFO1, LFO2) mentre agendo verso destra determina la quantità di pulse width (PW) il cui valore è regolato dalla manopola Pulse Width. Quando è collocata al centro si viene a generare un’onda quadra simmetrica.

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Onda quadra simmetrica (Fonte)

Agendo invece verso sinistra o destra si viene a generare una forma non simmetrica diminuendo (direzione a sinistra) o aumentando (direzione a destra) la parte positiva del ciclo dell’onda.

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Onda quadra non simmetrica con riduzione dell’impulso positivo (Fonte)

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Fonte

La creazione di asimmetria influisce ovviamente sul timbro prodotto. Per un approfondimento molto utile e ben fatto si veda il seguente LINK.

Tra i due oscillatori è presente l’interruttore SYNC che se attivo forza l’altezza dell’oscillatore VCO2 ad essere sincronizzata con quella del VCO1.

La sezione del filtro è chiamata VCF.

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Si possono determinare quattro tipologie di filtri: passa basso (low pass), notch, passa alto (high pass), banda passante (band pass).

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Filtro low pass

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Band pass filter

La manopola Frequency determina la frequenza (cutooff) che caratterizza l’azione del filtro i cui effetti dipendono ovviamente dalla tipologia del filtro utilizzato. L’enfatizzazione della cutoff è determinata grazie alla manopola Resonance (che non agisce sul filtro di tipo notch).

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Resonance (fonte)

Attraverso la manopola Modulation possiamo determinare la modulazione sulla frequenza del filtro la cui sorgente viene scelta attraverso l’interruttore posizionato sotto la manopola stessa.

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Per resettare il valore di una manopola riportandolo al valore iniziale di default basta effettuare un doppio clic su di essa.

Tramite la manopola Notch scegliamo la tipologia del filtro. Le tre manopole in basso nella sezione del filtro consentono di effettuare un bilanciamento di timbro.

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VCO1 e VCO2: la manopola consente di selezionare il tipo di forma d’onda dell’oscillatore. A sinistra abbiamo una tipologia sawtooth (dente di sega) mentre a destra pulse. Inoltre la manopola agisce come volume: se è posizionata al centro il volume è pari a zero (praticamente è come se non utilizzassimo l’oscillatore).

Ext: la manopola consente di selezionare come sorgente il SUB-Oscillator oppure il noise. I parametri relativi al SUB-Oscillator sono regolabili nell’apposita sezione.

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La sezione ENV 1 è utilizzata per creare un inviluppo di volume per ogni nota suonata che è regolato dai parametri attack, decaysultani. Può essere inviata come sorgente di modulazione per l’altezza o per il pulse width del VCO1.

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L’Env2 invece può essere considerato una sorgente esterna di modulazione che può essere inviata alla frequenza del filtro o alla frequenza e pulse width del VCO2.

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La manopola LFO1 collocata tra i due inviluppi genera un0onda sinusoidale a bassa frequenza (al di sotto della nostra percezione) per realizzare una modulazione la cui velocità è regolata dalla manopola stessa ma se si attiva l’interruttore di SYNC posizionato subito sotto la frequenza di modulazione si sincronizza con il tempo del sequencer host (se state usando lo strumento all’interno di Cubase, Logic, ecc.)

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La sezione LFO2 permette di scegliere una sorgente di modulazione non solo sinusoidale ma anche dente di sega e quadra.

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Attivando RETRIG la fase dell’LFO sarà resecata nel momento in cui premerete una nota mentre con la manopola FADE IN possiamo regolare l’ampiezza dell’LFO ad aumentare in maniera continua nel momento che premiamo e manteniamo una nota.

E’ presente una sezione di effetti.

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Per regolare il volume di uscita dello strumento occorre agire nella sezione OUTPUT.

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Si può regolare l’uscita tra -80dB e +24 dB. La funzione soft-clip permette di introdurre una distorsione molto sottile al segnale che porta un po’ di calore supplementare tipico del suono analogico.

Sulla sinistra della tastiera musicale è presente la sezione dedicata all’Arpeggiatore.

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Con essa possiamo selezionare la modalità ON/OFF dell’arpeggiare, la velocità (tramite la manopola RATE) che può essere sincronizzata a quella del sequencer host. Si può scegliere la modalità di esecuzione (a salire, a scendere, a salire e scendere, random) e l’estensione dell’arpeggio (1-4 ottave).

Infine le sezioni TUNE PORTAMENTO regolano l’intonazione generale e la funzione di portamento tra due note consecutive il cui tempo può essere impostato tra 0 e 2000 ms attraverso la manopola una volta impostato lo switch su ON.

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Cliccando sul pulsante OPEN si apre un pannello nell’area superiore che dà accesso a tre aree (Keyboard follow, 8-voice programmer, modulation matrix).

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La sezione KEYBOARD FOLLOW consenti di regolare 6 parametri (attivandoli tramite pulsante di power) a seconda dell’ottava che si sta suonando.

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L’8-VOICE PROGRAMMER permette di pensare al SEM V come un sintetizzatore Oberheim 8-Voice, dove ogni voce può riprodurre un suono diverso, aprendo un intero mondo multitimbrico.

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La MODULATION MATRIX consente di modulare molti parametri attraverso diverse sorgenti di controllo (Pitch Bend, Modulation Wheel, Velocity, ecc.)

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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