Viaggio nel mondo dei synth Virtual Analog – puntata 4

L’articolo di oggi è dedicato al virtual instrument SOLINA V realizzato dalla società francese Arturia e che appartiene a quella gamma di strumenti musicali elettronica che negli anni ’70 vennero sviluppati per offrire ai tastieristi suoni di emulazione degli strings (archi).

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Nella musica pop e rock erano molti pochi gli artisti, le produzioni e gli studi che potevano permettersi il lusso di utilizzare un’orchestra così verso la fine degli anni ’40 e la prima metà degli anni ’50 Harry Chamberlin iniziò a sperimentare il modo per poter controllare il playback (trigger) di porzioni di nastro magnetico utilizzando una tastiera musicale simile a quella di un organo. Arrivò a costruire una serie di strumenti musicali che mandavano in esecuzione loop di batteria precedentemente registrati da suo figlio Richard e nastri contenenti registrazioni (attraverso un Neumann U47) di vari strumenti musicali. Questi strumenti musicali portavano il suo nome e furono i precursori dei più famosi Mellotron di cui parleremo a breve.

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Iniziava così la strada che porterà alla realizzazione dei futuri campionatori con la differenza che in questo caso il suono era creato attraverso il playback un nastro magnetico.

Un tizio di nome Bill Fransen, dopo aver collaborato con Chamberlin nelle vendite dei suoi strumenti musicali senza ottenere un grande successo dato che lo stesso Chamberlin non adorava molto il mondo musicale legato al pop e al rock, qualche anno più tardi si trasferì in Inghilterra a Birmingham portandosi dietro due modelli Chamberlin 600 e definendo nel 1963 un clone dello strumento (senza informare lo stesso Chamberlin se non successivamente pagando le royalties) cui diede il nome di Mellotron Mark 1.

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Mellotron Mark I (fonte)

Il Mellotron funzionava nel seguente modo: suonando una nota (1), attraverso due viti (2) viene creata una connessione tra un elemento di pressione (3) e la testina del nastro (5). Il nastro viene tirato a velocità costante grazie ad un sistema controllato da una molla di tensione (8-10) e custodito temporaneamente in un sito di stoccaggio (7) fino a quando il tasto viene rilasciato.

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Il Mellotron comincerà ad avere un enorme successo nel momento in cui i Beatles cominciarono ad utilizzarlo e successivamente artisti di fama mondiale quali King Crimson, Genesis, Yes, Led Zeppelin divenendo uno dei principali strumenti musicali utilizzati nel genere progressive rock.

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Mellotron Mark IV

Dalla versione M400 venne collaudato un sistema che consentiva di sostituire i nastri ottenendo dunque la possibilità di avere timbri diversi.

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fonte

Il costo eccessivo di questo strumento però costituiva un fattore limitante per la maggior parte dei musicisti. Inoltre il suono del Mellotron non aveva possibilità di essere eseguito in loop: quando si premeva una nota si otteneva una riproduzione di circa 8 secondi dopodiché per essere risuonati occorreva rialzare il dito dal tasto musicale e ripremerlo di nuovo e nella frazione di tempo intermedia una molla riavvolgeva il nastro riposizionandolo da capo.

A metà degli anni ’60, un tastierista chiamato Ken Freeman impossibilitato nel prendersi un mellotron cercò di capire come poter comunque riprodurre un arrangiamento di archi per la musica pop che la sua band suonava durante i concerti. Applicando un ‘unità di ritardo combinata con un Selmer Clavioline ad una singola voce con vibrato scoprì che si poteva ottenere un suono simile a quello di un ensemble per cui sviluppò il Freeman String Symphonizer (si legga il seguente articolo per approfondimento) che però non riuscì a trovare un partner per realizzare il progetto industriale.

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Il Clavioline (fonte)

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Il Freeman String Symphonizer

Nel 1972 una compagnia tedesca chiamata Eminent Orgelbouv B. V. iniziò a produrre una serie di organi il cui capostipite fu la serie Eminent 310 che aveva un modello chiamato Eminent 310 strings. Erano strumenti pensati soprattutto per un uso casalingo ma ebbero un successo sorprendente soprattutto perché Jean Michel Jarre lo utilizzò nei due album Oxygène (1976) e Equinoxe (1978).

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Nel 1974 l’azienda aveva progettato l’Eminent Solina.

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Lo strumento aveva una tastiera con 4 ottave ed offriva pochi suoni ma importanti come ad esempio l’ensemble strings con il quale creare un riempimento musicale durante un solo di chitarra. Lo strumento aveva anche il vantaggio di avere delle dimensioni contenute.

Acquisendo la licenza del Solina la ARP sviluppò l’ARP String Ensemble conosciuto come Solina String Ensemble che suonava appunto in maniera molto simile al Solina.

129ARP String Ensemble

Questa è la cronistoria di strumenti musicali elettronici che tra gli anni ’70 e gli inizi degli anni ’80 sono stati realizzati per fornire suoni di emulazione degli strumenti ad arco.

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fonte: Arturia (manuale Solina V)

Il suono del Solina ha caratterizzato migliaia di produzioni musicali tra le quali ricordiamo:
Gary Wright – Dream Weaver
Styx – The Grand Illusion
Rick James – Come Get it!
Herbie Hancock – Trust
Pink Floyd – Wish You Were Here
Enton John – Captain Fantastic
The Buggles – The Age of Plastic

Lo strumento virtuale dell’Arturia presenta un’interfaccia semplice da utilizzare.

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E’ dotato di moltissimi preset già pronti che possono essere caricati utilizzando i vari menu All Banks, All Types.

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Cliccando sul pannello Open si apre un pannello superiore che mostra una serie di controlli.

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Non servono ulteriori spiegazioni per capire il funzionamento di questo virtual che risulta piuttosto semplice. Molto interessante nella sezioni effetti il riverbero a convoluzione che presenta dei preset che rendono lo strumento davvero unico.

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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