Kontakt: impariamo a creare patch e librerie sonore (nona parte)

In questo articolo riprendiamo il concetto relativo alla mappatura dei campioni in maniera automatica e pertanto vediamo quanto è importante nominare correttamente i campioni costituenti un gruppo. Abbiamo visto nel terzo articolo come utilizzare l’Auto map per importare tutti i campioni in un gruppo in una volta sola. Nominare i file costituenti i campioni è un elemento importantissimo in quanto consente di abbattere (e di tanto…) il tempo di mappatura che occorre impiegare per realizzare tutti i vari gruppi. Il nome del campione preferibilmente dovrebbe essere costituito da una serie di parametri divisi tra loro dal trattino underscore. Vediamo un esempio:

C3_51_80_sus_rr1.waw

Il nome utilizzato è molto indicativo. L’utilizzo dei trattini consente alla funzione di mappatura automatica di riconoscere la divisione tra campi per cui nel nostro caso abbiamo 5 campi:

  • il primo (C3) indica la nota sulla quale verrà mappato il campione
  • il secondo (51) e il terzo (80) rappresentano un intervallo di velocity (min – max) che si usa quando la mappatura presenta più layer
  • il quarto (sus) indica il tipo di articolazione che rappresenta il campione (in questo caso il sustain)
  • il quinto (rr1) indica che il campione fa parte di un sistema che presenta dei round robin (si veda ad esempio il sesto articolo)

Detto questo, consideriamo un semplicissimo esempio di auto mappatura. Supponiamo di avere un gruppo sustain al cui interno dobbiamo mappare i seguenti campioni.

kont 79

Supponendo di avere due round robin avremo uno strumento al cui interno sono presenti due gruppi nominato sustain rr1 e sustain rr2.

kont 80

A questo punto possiamo selezionare tutti i campioni costituenti il gruppo sustain rr1 che abbiamo visto nella prima immagine e trascinarli fin dentro il riquadro relativo al mappino editor del primo gruppo.

kont 81

Clicchiamo nel riquadro grande della mappatura in una zona dove non sono presenti campioni e scegliamo Auto map setup.

kont 82

Nella finestra che compare possiamo apprezzare l’efficacia di aver utilizzato i trattini poiché abbiamo cinque campi.

kont 83

Impostiamo i seguenti parametri per la mappatura automatica.

kont 84

Utilizziamo il primo campo per scegliere la posizione del campione nella mappatura e rispettivamente i campi due e tre per impostare gli intervalli di velocity e quindi la divisione dei campioni in layer. Gli ultimi due campi vengono ignorati. Cliccando su Apply e poi su Close possiamo apprezzare come i campioni vengano correttamente mappati.

kont 85

 Questa operazione può essere quindi effettuata solamente se si nominano i campioni in maniera corretta.

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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