Lezioni di Sibelius 7 – 25 (utilizzare virtual instruments, parte 1)

Il riconoscimento dei virtual instrument e delle librerie sonore istallate

C’è una leggera differenza tra la versione pc e quella mac. In fondo al paragrafo vedremo le differenze. Una volta che avete installato Virtual Instrument e librerie virtuali realizzate da altre società aprite Sibelius e potete utilizzarle cliccando sul piccolo pulsantino Dispositivi Playback del gruppo Configurazione nel nastro Riproduci.

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Si apre la seguente finestra.

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In Configurazione è mostrato il Sound Set utilizzato (nel nostro caso è quello originale di Sibelius ovvero il Sibelius 7 Sounds). Nel riquadro Periferiche disponibili sono elencati gli strumenti virtuali che sono presenti sul computer e che non sono stati attivati mentre nel riquadro Periferiche attive sono presenti quelli riconosciuti da Sibelius e pertanto già funzionanti. Nel primo riquadro, nella colonna Tipo è indicata anche la tipologia dello strumento ovvero se gestisce semplicemente il protocollo MIDI o se rientra in un particolare standard (VST, AU). Nel secondo riquadro invece è presente una terza colonna che indica anche il Sound Set associato allo strumento. Per attivare uno strumento virtuale per prima cosa bisogna definire una nuova configurazione per cui clicchiamo su Nuovo…  Nella finestra che appare inseriamo il nome relativo ad essa.

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Una volta che l’avete creata, questa apparirà nell’elenco delle configurazioni disponibili.

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Il riquadro Periferiche disponibili ora è operativo pertanto ogni elemento in esso contenuto è selezionabile.

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Per aggiungere ora un virtual instrument all’elenco di quelli disponibili occorre selezionarlo nell’elenco e cliccare sul pulsante Attiva>>.

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Una volta che lo strumento viene attivato, compare nel riquadro Periferiche attive.

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Cliccando nella colonna Sound Set relativamente al nuovo strumento aggiunto comparirà un riquadro che mostrerà l’elenco di tutti i Sound Set. Spesso le varie software house che progettano librerie sonore forniscono anche i Sound Set necessari per la scelta automatica dei vari suoni una volta che inseriamo segni di dinamica, articolazioni, specificazioni di tecniche.

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Selezionato lo strumento, cliccando sul pulsante Test si potrà ascoltare una breve scala musicale eseguita con uno dei timbri dello strumento (ma non per tutti è possibile fare questa operazione, soprattutto per quelli che presentano nessun suono caricato di default) e pertanto verificare se questioè attivo.

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Invece, se si clicca su Mostra… si aprirà la finestra dello strumento virtuale che ne mostrerà tutti i parametri.

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Una volta che avete terminato di aggiungere strumenti virtuali alla vostra configurazione noterete che accanto al suo nome è comparso un asterisco.

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L’asterisco indica che la configurazione non è stata salvata o che sono state effettuate delle operazioni per essa che ancora non sono state salvate. A tal fine occorre cliccare sul pulsante Salva. Per chiudere la finestra della configurazione cliccate su Chiudi.

Utilizzare i Virtual Instrument abilitati nella nuova configurazione

Apriamo il Mixer e come possiamo osservare è comparso il canale relativo al nuovo strumento attivato nella configurazione.

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Il piccolo pulsantino sopra il nome del canale serve ad aprire l’interfaccia virtuale dello strumento. Vediamo come dire a Sibelius di usare su un rigo specifico i suoni del nuovo strumento rispetto a quelli del Sibelius Player. Ad esempio ho caricato tre articolazioni (sustain, legato, staccato) relative allo strumento oboe.

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Nel mixer effettuiamo le espansioni necessarie.

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Sul canale dell’oboe clicchiamo sullo slot  nero centrale per aprire il menu di assegnazione della sorgente sonora scegliendo il nuovo strumento.

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Una volta assegnato lo strumento possiamo cliccare sul pulsante con l’icona dell’altoparlante per ascoltare il suono di test. Ora mandando in playback la partitura, l’oboe verrà suonato non più dal Sibelius Player bensì dal Vienna Instrument Pro. Grazie ai Sound ID quando si utilizza la libreria sonora di Sibelius non occorre specificare al software quando cambiare suoni se cambiano le varie tecniche strumentali e nel caso si utilizzino i virtual instrument aggiuntivi occorre invece specificare il procedimento.

Per quanto riguarda l’utilizzo di Sibelius su una macchina pc, quando installate i Virtual Instrument e le librerie virtuali vengono aggiunti dei file con estensione .dll nelle cartelle VST. Se nel vostro computer avete installato un software di sequencing, come ad esempio Cubase (Steinberg), quando installerete i Virtual Instrument la cartella VST  Plugin che la procedura di installazione andrà a cercare probabilmente sarà quella interna alle cartelle del sequencer in modo tale che una volta che lo utilizzerete potrete aprire delle tracce che fanno riferimento ai timbri di questi sintetizzatori virtuali. Anche Sibelius possiede una cartella VST plugin che dovrà contenere quei file .dll che consentono il caricamento del virtual instrument in Sibelius. Basterà copiare i file .dll dalle cartelle VST plugin di Cubase in quella di Sibelius e riavviare quest’ultimo per far si che il Virtual Instrument installato sia presente nell’elenco di quelli disponibili nella sezione Periferiche attivi della finestra Dispositivi Playback.

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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