Lezioni di Cubase – 63 (routing audio 7)

Il percorso del segnale di una traccia audio all’interno del canale audio del mixer (parte prima)

Una volta che il segnale audio passa in Cubase attraverso un bus di input entra successivamente su una traccia audio e da qui prosegue in uscita tipicamente verso un bus di output. Questo semplice schema riguarda la maggior parte dei casi ma come vedremo successivamente ci sono delle modifiche al percorso del segnale audio (routing) dovute alla presenza di tracce Gruppo, tracce FX,  Processori di Effetti esterni, ecc. Il segnale audio quindi compie un percorso all’interno del canale audio associato alla traccia che è mostrato nello schema seguente.

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Quando il segnale entra nel canale associato alla traccia audio passa per il rack PRE incontrando in successione i filtri LP/HP, il Gain e il selettore di Fase. Intanto il filtro deve essere acceso per funzionare per cui sul lato sinistro del filtro passando con il mouse compare il pulsante di accensione.

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Una volta acceso l’aspetto del filtro cambia colore comparendo ora una barra verde che rappresenta il punto della frequenza di taglio (cutoff frequency).

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Il cursore si muove da destra verso sinistra e il range di valori possibili va da 20 kHz a 50 Hz.

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La pendenza di entrambi i filtri è pari a 24 dB/ottava. Se ad esempio un suono è formato da tre componenti che hanno frequenza 100, 200, 400 Hz ovvero costituiscono complessivamente un intervallo di due ottave (dato che un suono è in ottava con un altro se la sua frequenza è doppia o metà rispetto a quello di riferimento) supponendo che hanno tutte e tre un livello di picco pari a 80 dB, applicando la frequenza di taglio sulla componente 100 Hz, questa resterà con il suo livello invariato ma la sinusoide a 200 Hz avrà un livello ridotto di 24 dB (quindi 80-24=56 dB) mentre quella di 400 Hz una riduzione di 48 dB (due ottave, 80-48=32 dB).

Accendiamo anche il filtro passa basso che ha un intervento da 20 Hz a 20 kHz e che ha il cursore in movimento da sinistra verso destra per tagliare via via le frequenze basse. Se è complicato agire con il mouse, effettuando un doppio clic si può inserire direttamente il valore nel riquadro che compare.

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Una volta inserito il valore premere [Invio] per confermarlo e avrete così definito un intervento sia per tagliare frequenze basse e acute secondo dei criteri che qui sono esclusivamente didattici ma che con il tempo, la pratica e soprattutto l’ascolto di centinaia di produzioni anche realizzate non recentemente imparerete a saper dosare questi due filtri e a decidere se la vostra produzione richiede la loro applicazione. E’ importante sottolineare che non perché esistono devono essere per forza usati ma, dopo ascolto, solamente se richiesto dallo standard di produzione o dal vostro gusto timbrico. L’intervento così realizzato costituisce praticamente un filtro passa banda, costituito cioè dalla somma di un passa alto e da un passa basso.

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Se volete fare un paragone tra il suono com’era prima e dopo aver utilizzato i filtri potete o spengere i due filtri oppure mettere in bypass l’intero rack PRE. Sulla sinistra del nome del rack compare un piccolo indicatore rotondo che indica la funzionalità del rack per il canale specifico. Se il rack è acceso tale indicatore è di colore azzurro. Cliccandoci sopra si cambia il suo stato di fattività sospendendo momentaneamente le sue  funzionalità (modalità definita bypass). In tal caso l’indicatore diviene di colone giallo e l’operatività dei due filtri viene interrotta pur mostrando ancora i valori delle due frequenze di taglio anche se non più segnati dalle due piccole barre verdi.

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Utilizzando la funzione del bypass potete sempre confrontare il suono con o senza l’applicazione delle impostazioni scelte nel rack di turno (nel nostro caso il PRE). E’ possibile anche memorizzare in un preset i valori scelti nel rack. Io sono sempre stato contrario ai preset, grande fenomeno sociale che percorre indisturbato in lungo e largo le autostrade della tecnologia digitale musicale, in quanto non vi capiterà quasi mai di riapplicare le stesse informazioni in due situazioni diverse cambiando condizioni di timbro, di ambiente, di produzione musicale. Comunque sia, per memorizzare le impostazioni in un preset portandovi a destra rispetto al nome del rack e comparirà un piccolo pulsante che se cliccato aprirà un menu grazie al quale potremo scegliere l’opzione che ci interessa.

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Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
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