Lezioni di Cubase – 72 (routing audio 16)

Il compressore è un effetto che viene utilizzato per intervenire sulla gestione e controllo della dinamica attraverso l’utilizzo dei parametri di cui è dotato. E’ noto che la dinamica di un segnale audio definisce l’ampiezza della variazione del suo volume ovvero la differenza che esiste tra il massimo ed il minimo livello di segnale in uscita: ad esempio se il valore minimo di ampiezza del segnale audio fosse di -50 dB ed il massimo di -10 dB avremmo una differenza (e quindi una dinamica) di 40 dB. Utilizzando un compressore sarà ad esempio possibile diminuire il valore del picco massimo a -20 dB riducendo quindi l’intervallo di dinamica. Tutto ciò renderebbe possibile aumentare il volume della traccia in modo tale da poter ascoltare anche parti del segnale meno intellegibili (che presentano un livello più basso) per via dell’eccessiva escursione di dinamica.

Il parametro threshold (soglia indicata nello Standard Compressor con la manopola azzurra Thres) esprime in dB il livello del segnale che determina l’intervento del compressore. Impostando ad esempio il valore -18 dB il compressore iniziaerà ad intervenire solamente se il segnale al suo ingresso supererà questo valore. L’intervallo di valori disponibili per la threshold nello Standard Compressor è pari a -60 dB – 0dB.

Il parametro ratio (rapporto di compressione indicato nello Standard Compressor con la manopola Rat) consente di stabilire la quantità di compressione da applicare a quella parte del segnale che supera la soglia precedentemente impostata. La ratio viene rappresentata attraverso un rapporto (2:1, 3:1, 4:1, ecc.) che indica il parametro di attenuazione. Ad esempio se impostiamo il valore 2:1 sul segnale che supererà la threshold il compressore ridurrà ad 1/2 il superamento di tale soglia. Se si aumenterà di molto il valore della ratio il compressore inizierà a comportarsi come se fosse un limiter riducendo talmente tanto la dinamica fino a togliere la possibilità a qualunque picco di segnale in ingresso di superare il valore di threshold. Il valore di Ratio impostabile nello Standard Compressor va dal valore 1:1 (praticamente assenza di compressione) fino a 8:1.

Il parametro Attack (indicato nello Standard Compressor con una manopola rossa chiamata Att) esprime in millisecondi il tempo di intervento del compressore dal momento in cui un segnale viene ricevuto in ingresso. Un valore piccolo di attack causerà un intervento molto veloce del compressore.

Il parametro Release (indicato nello Standard Compressor con la manopola azzurra chiamata Rel), espresso anch’esso in millisecondi, stabilisce dopo quanto tempo debba cessare l’intervento del compressore dopo che il segnale è sceso al disotto del valore di threshold. Occorre fare attenzione quando si imposta un valore alto di questo parametro in quanto potrebbe indurre il compressore ad estendere la compressione anche a segnali che si trovano al di sotto della soglia impostata a causa dell’eccessivo tempo che si determina tra l’inizio e la fine del suo intervento. Il compressore può essere di grande aiuto nella fase di missaggio. Quando viene applicato a chitarra, batteria, basso oltre alla dinamica può dare allo strumento maggiore presenza ed anche una modifica timbrica; applicando la compressione ad una chitarra con molta saturazione si otterrà una maggiore presenza sulle frequenze medie ed un suono globalmente più compatto ed incisivo. Una batteria ben registrata e ben compressa avrà un suono più definito ed aggressivo. Un basso elettrico, con la dovuta percentuale di compressione, risulterà più netto e con maggiore attacco. Per quanto riguarda l’applicazione della compressione sulla voce, dobbiamo tenere presente che è uno strumento estremamente ricco di dinamica che non può di certo essere schiacciato da un’eccessiva compressione quindi l’utilizzo del compressore deve essere effettuato con discrezione.

Nella configurazione attuale nel progetto di esempio i plug-in integrati fin qui visti nel Channel Strip sono pre equalizzatore. Subito dopo l’intervento dell’equalizzatore, che vedremo a breve, sono collocati (in post equalizzatore) altri tre plug-in.

L’Envelope Shaper è un effetto che consente di attenuare oppure enfatizzare il guadagno dell’attacco e del rilascio del segnale audio che transita nel canale.

1008 lez 20

Proviamo a vedere come funziona questo plug-in intervenendo su una traccia del rullante (SD). La manopola rossa Attack riduce o aumenta la porzione iniziale del suono (attacco). Di default è impostata sul valore 0 dB che lascia inalterato l’attacco del suono che transita in esso. Spostando la manopola verso sinistra si avranno valori negativi dei dB e quindi si andrà a diminuire l’attacco mentre spostandoci verso destra si otterrà la situazione opposta. Provate a cambiare il valore in un senso e nell’altro per ascoltare i risultati. La lunghezza dell’attacco (espressa in millisecondi) viene regolata con la manopola grigia chiamata Lenght che di default è impostata su 63 ms. L’intervallo possibile è pari a 5-200 millisecondi. Provate a dare un valore di 3 dB all’attack e a muovere la lenght su tutto l’intervallo per ascoltare come agisce sul timbro e la percezione del rullante. La manopola azzurra Release agisce invece sulla parte finale del suono (rilascio). Anch’essa è espressa in dB per poter attenuare o amplificare il segnale. Questa manopola è senz’altro utile per ridurre l’ambiente del rullante. Provate a dare un valore pari a -6 dB e ascolterete un suono molto secco e corto per il rullante. Viceversa, date un valore di +6 dB e ascolterete più presenza della coda. La manopola grigia Output è un gain che agisce sul segnale in uscita dal plug-in aumentandolo o diminuendolo in livello. Di default è impostato a 0 dB (nessun intervento) e il suo intervallo va da -24 dB a +12 dB.

Il plug-in successivo è il Saturation (in modalità Tape o Tube) che viene utilizzato per modificare il timbro aggiungendo colore e corpo. Di default è impostato sulla modalità Tube.

1009 lez 20

Applichiamolo alla traccia di una chitarra dopo aver messo in bypass la sezione dell’insert. Con le manopole rosse Drive e Output regoliamo rispettivamente i valori di Saturazione e del livello di uscita del segnale. Aumentando la saturazione daremo un colore al timbro che andrà verso una distorsione. Le manopole verdi LF e HF sono rispettivamente dei filtri passa-basso e passa-alto particolari che agiscono enfatizzando o attenuando determinate caratteristiche timbriche. Utilizzatele per enfatizzare ad esempio la parte del timbro più acuta. La modalità Tape funziona leggermente diversa, ha un pulsante di controllo automatico del gain in uscita.

1010 lez 20

Scegliete la modalità che vi sembra più opportuna quando applicate la saturazione ad un segnale.

L’ultimo plug-in integrato è un Limiter che viene utilizzato per impedire che il segnale trattato nel Channel Strip prosegua il suo percorso con livelli non consentiti dallo standard di produzione. Funziona in tre modalità operative: Brickwall Limiter, Maximizer, Standard Limiter.

1011 lez 20

La posizione dei cinque plug-in nei confronti dell’equalizzatore può cambiare. Cliccando e mantenendo premuto sullo slot verde che individua la posizione dell’equalizzatore possiamo trascinarla in alto o in basso. Quando si effettua questa posizione il colore di fondo del rack cambia.

1012 lez 20.png

Ad esempio trascinatela tutta verso l’alto, nel primo slot. Rilasciando il mouse tutti i plug-in integrati ora risultano post equalizzatore.

1013 lez 20

Anche la posizione di un plug-in può variare all’interno del rack e in maniera indipendente rispetto a quella presente su altri canali. La modalità è la stessa: si seleziona e si trascina.

1014 lez 20

Ecco come appare il routing del rack dopo lo scambio tra il compressore e l’envelope.

1015 lez 20

E’ possibile salvare una configurazione del routing e dei parametri utilizzati per il rack utilizzando la stessa procedura vista in precedenza. Passando con il mouse sull’angolo alto destro del rack compare il solito pulsante che consentirà di aprire il menu contestuale dei preset.

1016 lez 20

Annunci

Informazioni su silviorelandini

sound designer, docente di tecnologie musicali, direttore iitm
Questa voce è stata pubblicata in Software, Tecniche di HD recording & Sequencing e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Lezioni di Cubase – 72 (routing audio 16)

  1. Roberto ha detto:

    Molto interessante, ma non credo sia corretto definire il Compressore come un “effetto”
    C’è un importante differenza infatti.
    Gli Effetti, come ” riverberi, delay, chorus etc. etc. ” generano un segnale a parte in funzione di quello che ricevono in entrata. Non a caso, in uscita, si può miscelare la proporzione fra i due ”

    IL COMPRESSORE INTERVIENE DIRETTAMENTE SUL SEGNALE IN ENTRATA SOMMANDO IN USCITA IL PROCESSAMENTO DEL MEDESIMO, PERTANTO IL COMPRESSORE APPARTIENE ALLA CATEGOTIA DEI – PROCESSORI DINAMICI-

    • silviorelandini ha detto:

      Ciao Roberto, sono d’accordo con te nella definizione del compressore come processore di dinamica. Per effetto intendevo utilizzare il nome più generico per intendere una modalità di indicare i plug-in che è familiare alla maggior parte se non la quasi totalità dell’utenza

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...