Lezioni di Cubase – 70 (routing audio 14)

Editor semplificato dei plug-in

Il plug-in può anche essere visualizzato in un’altra forma chiamata Generic Editor. Occorre selezionare l’omonima voce che compare.

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Una volta scelta l’opzione, i parametri che costituiscono le funzionalità del plug-in vengono mostrati in elenco e con un’editing dei loro valori molto semplice.

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Lezioni di Cubase – 69 (routing audio 13)

Vediamo la procedura per salvare un preset. Ci aiutiamo con un esempio pratico mostrato nelle immagini. Si seleziona la traccia della voce e nel primo slot degli Insert  si aggiunge il plug-in Pitch Correct che si trova nella cartella Pitch Shift all’interno della lista dei plug-in. Studieremo più avanti in dettaglio in funzionamento del plug-in. Per il momento si sceglie il preset Correction Female Extreme nell’elenco di quelli disponibili, si mette in solo la traccia della voce e si avvia il playback del brano per ascoltare l’effetto che produce sulla voce.

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Un canale Youtube dedicato alle video lezioni di tecnologia musicale

Da un mese ho avviato la sezione didattica sul mio canale Youtube. Saranno via via caricate delle lezioni video dedicate alle Music Tech inerenti al Sound Design, l’Orchestrazione Virtuale, la Musica Elettronica, le Discipline Musicali, la Musica Applicata. Lo scopo è lo stesso del blog ovvero trasferire all’utenza un approccio corretto all’utilizzo della tecnologia grazie alla grande passione che personalmente nutro nella materia da 31 anni.

Attualmente sono state caricate 9 lezioni su Cubase PRO 8.5 nell’ambito della sezione dedicata all’apprendimento della tecnologia software. Ovviamente le lezioni sono gratuite.

Ecco come esempio il video relativo all’ultima lezione caricata.

Iscrivendosi al canale potrete essere sempre aggiornati sui video caricati.

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Lezioni di Cubase – 68 (routing audio 12)

I parametri dei plug-in possono essere anche memorizzati in un preset in modo da poterli poi utilizzare successivamente su medesimi plug-in aperti su altri canali o anche sul plug-in applicato tramite un processing offline sulla traccia (vedasi oltre) ma soprattutto in altre situazioni espresse su nuovi progetti. Esistono due tipologie di preset: quelli relativi al plug-in specifico, quelli di insert che consentono di realizzare delle combinazioni per gli effetti collocati negli otto slot di insert. Oltre i preset realizzati dall’utente, Cubase mette a disposizione un numero copioso di preset per tutti i plug-in inclusi nel programma. Ci sono diversi modi per caricare o salvare un preset. Sulla barra degli strumenti della finestra del plug-in, dopo i pulsanti di switch tra A e B è presente un riquadro che mostra il nome del preset in uso (Default se non è stato caricato o salvato alcun preset) e un pulsante per effettuare il caricamento o il salvataggio del preset.

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Cliccando sul nome del preset compare un menu che mostra l’elenco di quelli forniti da Steinberg.

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Lezioni di Cubase – 67 (routing audio 11)

Gli insert e i plug-in (terza parte)

Una volta collocato nello slot, il plug-in può comunque essere spostato su un altro slot tramite selezione e trascinamento. Gli slot hanno un colore di fondo verde scuro mentre lo slot vuoto toccato con il mouse durante il trascinamento diventa di colore più chiaro.

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Al termine dell’operazione il plug-in occuperà il nuovo slot lasciando libero quello di partenza. Provate ad esempio a spostare il RingModulator sul secondo slot.

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Lezioni di Cubase – 66 (routing audio 10)

Gli insert e i plug-in (seconda parte)

Per la traccia di Chitarre utilizzata nell’esempio relativo all’articolo precedente andiamo nella categoria Modulation.

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Scegliamo sul primo slot il plug-in RingModulator. Una volta selezionato lo slot mostra l’assegnazione.

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Lezioni di Cubase – 65 (routing audio 9)

Gli insert e i plug-in (prima parte)

Successivamente al rack PRE il segnale audio passa per il rack INSERT. Contiene otto slot ognuno dei quali può ospitare un plug-in che emula un processore di effetto. Un processore audio virtuale (plug-in) o reale (hardware) compie un’operazione complessa di processing in tempo reale del segnale audio restituendo quindi un segnale modificato che prosegue poi il suo percorso nel routing. I plug-in, rispetto ad un canale audio, possono essere collocati in modalità Insert oppure in modalità Send. Tuttavia, come vedremo, possono essere utilizzati anche come processing offline direttamente su un evento audio.

Nel primo caso il processore d’effetto rappresentato dal plug-in può essere utilizzato solamente nel canale su cui è collocato per cui se lo stesso deve essere utilizzato anche su un altro canale occorre aprirne un altro da collocare in uno slot libero di quel canale. Ogni volta che utilizziamo un plug-in impegnamo risorse più o meno importanti della CPU. Un effetto in insert si colloca in un routing seriale.

Nella modalità Send è possibile utilizzare un plug-in (collocato su una traccia FX) per più canali consentendo quindi un risparmio di CPU.

Benché tutti i plug-in possono essere messi in insert o in send come vedremo non sempre ha senso poter disporre di entrambe le soluzioni per alcune tipologie di plug-in che potrebbero preferire una modalità rispetto ad un’altra. Normalmente in insert mettiamo quegli effetti che tipicamente vanno a modificare le caratteristiche dinamiche e/o tonali del suono mentre in send quelli che necessitano un bilanciamento tra il segnale diretto e quindi non effettato (dry), e quello processato (wet).

Tornando agli Insert abbiamo detto che la sezione è costituita da 8 slot di cui i primi sei consentono di collocare un effetto pre-fader ed anche pre-EQ (e quindi anche pre-STRIP in riferimento all’omonimo rack) ovvero vengono utilizzati prima che il segnale raggiunga il circuito di equalizzazione e di controllo del volume. Gli ultimi due slot invece possono ospitare effetti post-fader e pre-pan ovvero prendono in ingresso il segnale uscente dal controllo del volume e lo passano al panpot. Negli Insert pre-fader si collocano normalmente gli effetti che risentono del livello del segnale in ingresso come ad esempio i processori di dinamica ma in linea di principio è possibile inserire qualunque effetto tranne (per rigore di logica) quello di dithering (che vedremo al momento opportuno). Negli Insert post-fader invece si collocano effetti che non risentono dell’operazione di controllo di volume come appunto il dithering e il maximizer.

Per collocare un effetto in modalità Insert possiamo utilizzare più modi: nel Mixer, nell’Inspector della traccia realtiva al canale audio, nell’Edit Channel Settings.

Nel Mixer dovete innanzitutto accertarvi che il rack Insert sia visibile dopodichè cliccando su di esso si espande mostrando per ogni canale audio visualizzato nel mixer l’area dedicata agli 8 slot.

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